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La proposta sulla rappresentanza militare divide i partiti

esercito 06 marzo 2017

di Luca Iacovacci

ROMA (Public Policy) - Da norme relative agli organi di rappresentanza militare riconosciuti come parti sociali al ruolo del Consiglio centrale della rappresentanza militare, il Cocer, passando dalla disciplina dei rapporti con il Parlamento e con gli enti locali.

Sono questi alcuni dei punti principali di un progetto di legge alla Camera, che reca disposizioni in materia di rappresentanza militare per Esercito, Marina e Aeronautica militare, Carabinieri e Guardia di Finanza, su cui la 4a commissione di Montecitorio ha adottato un testo base. L'esame congiunto di varie proposte di legge in materia era iniziato nel maggio 2014: da quel momento ci sono volute 20 sedute della commissione, di cui 13 in comitato ristretto, per elaborare un testo congiunto.

Che, comunque, non ha unito le diverse forze politiche: come ha ricordato il presidente della commissione Francesco Saverio Garofani (Pd), infatti, la scelta di riportare il provvedimento all'esame della commissione plenaria, su cui poi è arrivato l'ok all'adozione come testo base, è stata dovuta al fatto che nel comitato non sono stati fatti passi avanti degni di nota, non essendo stato possibile raggiungere punti di convergenza.

Hanno quindi votato contro l'adozione del testo M5s, FI e Mdp. In sintesi, la critica portata avanti dalle opposizioni è relativa al fatto che il testo proposto dal comitato ristretto non riforma nella sostanza l'attuale sistema della rappresentanza militare, non innovando la disciplina vigente e non andando incontro alle esigenze del personale militare.

Il Pd, invece ha dichiarato che il provvedimento uscito dalla sede ristretta costituisce un valido punto di partenza per discutere e sviluppare ulteriori approfondimenti. Vediamo, quindi, i contenuti principali del testo base adottato dalla commissione Difesa alla Camera.

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