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La proposta sul risarcimento del danno non patrimoniale, spiegata

bilancio conti pubblici 22 marzo 2017

di Fabio Napoli

ROMA (Public Policy) - Il risarcimento del danno non patrimoniale avverrà con valutazione equitativa del giudice sulla base delle tabelle elaborate dall’Osservatorio sulla giustizia civile di Milano. È questa la principale novità contenuta nella pdl sul risarcimento del danno non patrimoniale, approvata in prima lettura dall'aula della Camera.

Attualmente, come rileva il dossier della Camera, il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale è previsto dall'articolo 2059 del codice civile (che la pdl punta a sostituire), che si limita a prevedere che il danno non patrimoniale debba essere risarcito nei soli casi previsti dalla legge.

Dunque, molto, in questi anni, è stato fatto dalla giurisprudenza. Allo stesso modo per procedere ai risarcimenti si è fatto ricorso a "una notevole diversità dei criteri di valutazione da parte degli uffici giudiziari sul territorio, con il risultato sia di una estrema incertezza nell'individuazione di parametri oggettivi di riferimento sia di un'applicazione della legge lesiva della parità di trattamento tra i cittadini".

Con l'adozione delle cosiddette Tabelle di Milano l'obiettivo è creare, su tutto il territorio, una omogeneità dei criteri di valutazione del danno. La pdl nasce da una proposta del Movimento 5 stelle ma nel corso dell'esame in commissione Giustizia è stata di fatto riscritta dall'approvazione di una serie di emendamenti Pd.

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