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Prostituzione, c'è chi vuole introdurre il modello svedese

svezia 22 settembre 2014

ROMA (Public Policy) - Sulla prostituzione il modello "più aderente alle esigenze della società italiana" è "quello cosiddetto 'neo proibizionista', anche definito modello 'svedese', in quanto introduce interventi mirati a non caricare di ulteriori condanne chi è già stato condannato dalla vita a subire soprusi e umiliazioni, in quanto oggetto di una tratta disumana di esseri umani, e provvede a colpire, in maniera progressiva, il cliente che, nei fatti, fa parte a pieno titolo della catena di sfruttamento".

É questa la 'scelta' di alcuni deputati di Per l'Italia, che hanno presentato una proposta di legge per introdurre un nuovo articolo nel codice penale, il 602-quinquies, "concernente il divieto di acquisto di servizi sessuali e altre norme in materia di prostituzione".

La pdl sarà presto assegnata all'esame della commissione competente per iniziare il proprio iter parlamentare. Per la proposta, a prima firma di Gian Luigi Gigli, tra i modelli 'proibizionista', 'neo-proibizoinista', 'abolizionista', 'regolamentista' e 'neo-regolamentista' la scelta per il nostro Paese, per superare la legge Merlin, dovrebbe ricadere su un "modello legislativo, il cosiddetto modello 'nordico-svedese'" che è stato anche raccomandato "nella risoluzione 2013/2103 del Parlamento europeo, approvata il 26 febbraio 2014, sullo sfruttamento sessuale e sulla prostituzione e sulle loro conseguenze per la parità di genere".

E per i proponenti, come si legge ancora nella relazione illustrativa, "la legge svedese" è stata "davvero capace di portare a una riduzione molto sensibile del fenomeno".

MULTE DA 500 A 2MILA EURO E FINO A 1 ANNO DI CARCERE "Chiunque ottenga rapporti sessuali occasionali a pagamento è condannato per l'acquisto di servizi sessuali ad una multa da euro 500 a euro 2mila", recita l'art.1 della pdl. E, in caso di recidiva, l'importo della multa è raddoppiato, mentre "in caso di terza commissione" triplicato.

Inoltre qualora vi sia "reiterazione del reato per più di tre volte, il soggetto che ha commesso il reato è condannato alla reclusione da tre mesi a un anno", ma può essere sostituita, su richiesta del condannato e per non più di una volta, "dalla frequentazione di un corso di recupero sociale per un periodo non inferiore a tre mesi". L'art. 2 stabilisce invece che gli introiti delle multe siano destinati "al Fondo per le misure anti-tratta", introdotto dalla legge 228 dell'11 agosto 2003.

I NUMERI IN SVEZIA Nel Paese scandinavo, si legge nella relazione alla pdl, "nel 1995 si stimava un numero approssimativo di 3mila prostitute, mentre nel 2008 si è scesi a circa 300 prostitute di strada e a 350 donne e uomini che esercitano la prostituzione attraverso annunci in rete".

I risultati? La Svezia ha "un decimo delle prostitute della Danimarca, a fronte di una popolazione quasi doppia". Senza contare che "il numero di uomini che riferisce di aver comprato sesso scende dal 12,7% del 1996 al 7,6% del 2008. Il mutamento, oltre all'effetto deterrente che ovviamente si accompagna all'adozione di tale normativa, è anche di percezione del fenomeno, - si legge ancora - come evidenzia l'aumento della percentuale degli uomini favorevoli alla punizione del cliente, che passa dal 20% del 1996 al 60% del 2008". Tale normativa per Pi è, dunque, "sicuramente un esempio da seguire". (Public Policy)

ALCUNI NUMERI Nella relazione illustrativa alla pdl si legge che si stima, in Italia, "una media di 9 milioni di persone che almeno una volta nella vita hanno usufruito di prestazioni sessuali dietro compenso". E la "frequenza di tali rapporti è molto elevata in media, arrivando tali rapporti ad essere consumati fino ad una volta a settimana nel 20% e a due volte a settimana nel 70% degli uomini". (Public Policy)

IAC

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