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L'ultimo ddl sulla prostituzione, firmato Romano (Autonomie)

prostituzione 27 maggio 2015

ROMA (Public Policy) - Lucio Romano, senatore delle Autonomie, ha presentato al Senato un ddl sulla prostituzione e sul divieto di acquistare "servizi sessuali".

Il disegno di legge Romano si aggiunge agli altri dieci progetti di legge depositati durante questa legislatura, sia alla Camera che al Senato, da Partito democratico, Forza Italia, Lega, Scelta civica e Psi. L'unico gruppo a non aver ancora depositato proposte sul tema è il Movimento 5 stelle. Il ddl Romano è stato presentato a Palazzo Madama a metà maggio ed è stato assegnato in commissione Giustizia che però non lo ha ancora calendarizzato. Vediamo cosa contiene la proposta.

DIVIETO DI ACQUISTO DI SERVIZI SESSUALI
Il ddl introduce nell'ordinamento italiano il divieto "ai acquisto di servizi sessuali". Per chi viola la norma è previsto il carcere da uno a sei mesi o con la sanzione da 500 euro a 2mila euro.

La pena sale - da 3 mesi a un anno - "chiunque acquisti servizi sessuali da terze persone, diverse da chi si prostituisca, e in questo modo ottenga rapporti sessuali occasionali a pagamento; chiunque, con qualsiasi mezzo o forma agevoli, promuova, favorisca o partecipi ad associazioni o organizzazioni nazionali ed estere le quali promuovano l'acquisto dei servizi suddetti".

E ancora: dovrà scontare la pena in carcere "chiunque induca una o più persone a recarsi nel territorio di un altro Stato o comunque in un luogo diverso da quello della sua abituale residenza al fine di acquistare servizi sessuali e ottenere rapporti sessuali a pagamento occasionali; chiunque sfrutti o in qualsiasi modo favorisca l'acquisto dei servizi suddetti e l'ottenimento di rapporti sessuali occasionali a pagamento.

E, infine, chi favorisca l'acquisto di servizi sessuali a pagamento o induca a acquistare e ottenere i medesimi personalmente, a mezzo stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità". Le pene si applicano anche nel caso il pagamento sia stato "promesso" o effettuato da terzi. Rimangono le pene previste dal Codice penale in tema di 'case chiuse'.

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