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PROVINCE, LA BOZZA DDL IN 23 ARTICOLI

province 26 luglio 2013

(Public Policy) - Roma, 26 lug - La bozza del disegno di
legge che istituisce le città metropolitane e detta
disposizioni sulle Province fino all'entrata in vigore della
riforma costituzionale è composta di 23 articoli.

PROVINCE, CITTÀ METROPOLITANA DI ROMA CAPITALE STATUS A PARTE

(Public Policy) - Roma, 26 lug - In considerazione della
specialità di Roma capitale di cui all'articolo 114 della
Costituzione e a quanto previsto dall'articolo 1 del decreto
legislativo 18 aprile 2012 n.61 a far data dal 1° gennaio
2014 il Comune di Roma Capitale assume anche la natura
giuridica e le funzioni di città metropolitana, con la
qualifica di Città metropolitana di Roma Capitale. È quanto
prevede l'articolo 16 del ddl presentato dal ministro degli
Affari Regionali Graziano Delrio.

PROVINCE, PREVISTO REFERENDUM POPOLARE PER FAR PARTE DI ROMA

(Public Policy) - Roma, 26 lug - Fino alla consultazione
elettorale amministrativa successiva alla entrata in vigore
della presente legge resta in carica nella Provincia di Roma
il commissario governativo. È quanto prevede l'articolo 16
del ddl presentato dal ministro degli Affari regionali
Graziano Delrio ('disposizioni sulle città
metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di
Comuni') che Public Policy è in grado di anticipare.
Nel disegno di legge è previsto anche che i Comuni del
territorio della Provincia di Roma possano entro il 28
febbraio 2014 deliberare con atto proprio di entrare a far
parte della Città metropolitana di Roma Capitale.

La delibera è sottoposta entro il 31 marzo a referendum
popolare e se approvata dalla maggioranza dei votanti sono
disposte, con legge dello Stato, le relative modifiche
territoriale e il passaggio dei Comuni interessati
all'ambito territoriale della città metropolitana.

Successivamente alla proclamazione dei sindaci e dei
Consigli comunali eletti nella tornata elettorale
precedentemente citata, la Città metropolitana subentra alla
Provincia di Roma limitatamente al territorio di Roma
Capitale e dei Comuni che, ai sensi del precedente comma 3,
siano stati con legge dello Stato, ai sensi dell'articolo
133 della Costituzione assegnati all'ambito territoriale
della città metropolitana di Roma Capitale.

La Provincia di Roma resta in funzione limitatamente al
territorio residuo rispetto a quello della Città
metropolitana di Roma capitale. Successivamente al 28
febbraio 2014, constatato il numero di Comuni che ha chiesto
e deliberato di aderire alla città metropolitana, la città
metropolitana di Roma Capitale e la Provincia di Roma
procedono a determinare d'intesa il patrimonio e le risorse
umane e strumentali della Provincia che devono essere
assegnate alla città metropolitana di Roma Capitale.

PROVINCE, PRESIDENTE CAPOLUOGO SARÀ SINDACO DELLA CITTÀ METROPOLITANA

(Public Policy) - Roma, 26 lug - Saranno i presidenti dei
capoluoghi di provincia (come Roma, Torino, Milano) a essere
i sindaci delle Città metropolitana dal 1° gennaio 2104.

Il Consiglio metropolitano sarà costituito dal sindaco
metropolitano, dai sindaci dei Comuni con più di 15 mila
abitanti, e dai presidenti delle unioni di Comuni con almeno
10 mila abitanti.

Questo il contenuto dell'articolo 4 della bozza del ddl
sulle disposizioni delle Città metropolitane, presentato dal
ministro degli Affari Regionali Graziano Delrio e che Public
Policy è in grado di anticipare.
Il disegno di legge è stato deliberato oggi dal Consiglio
dei ministri.

PROVINCE, DAL 1° LUGLIO 2014 SARANNO SOSTITUITE DALLE CITTÀ METROPOLITANE

(Public Policy) - Roma, 26 lug - Dal 1° gennaio 2014 le
città metropolitane, lì dove previste e le Province
coesisteranno. Poi dal 1° luglio queste ultime saranno
soppresse. È quanto viene disposto dalla bozza del ddl
'disposizioni sulle città metropolitane, sulle Province,
sulle unioni e fusioni di Comuni' uscito dal Consiglio dei
ministri di oggi e che Public Policy è in grado di
anticipare.

Il disegno di legge punta a diminuire le Province e
svuotarle di poteri in vista della loro completa abolizione,
una volta riformata la Costituzionale.

All'articolo 3 si legge che dal 1° gennaio 2014 le città
metropolitane (che verranno istituite a Torino, Milano,
Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio
Calabria) vengono costituite sul territorio della Provincia
omonima e con funzioni limitate all'approvazione dello
statuto fino alla data di subentro alla Provincia omonima.
Data che viene stabilita nel 1° luglio 2014.

Alla lettera f del comma 1 si legge che "le città
metropolitane subentrano alle Province omonime alla data del
1° luglio 2014" e che "fino alla medesima data sono comunque
prorogati gli organi provinciali in carica alla data di
entrata in vigore della presente legge, ivi comprese le
gestioni commissariali".

Dal 1° luglio 2014 quindi, si legge ancora nella bozza del
ddl, "le città succedono alle Province in tutti i rapporti
attivi e passivi, esercitano le funzioni di queste ultime,
nonché le funzioni proprie".

PROVINCE, DDL CITTÀ METROPOLITANE, LEGGE ANTICIPATRICE DEL FUTURO

(Public Policy) - Roma, 26 lug - "Una legge che si presenta
molto più come anticipatrice del futuro che non come
regolatrice del presente". È quanto si legge nella relazione
che accompagna il ddl sulle disposizioni per le città
metropolitane, Province, sulle unioni e fusioni di Comuni
deliberato oggi dal Consiglio dei ministri su proposta del
ministro degli Affari Regionali Graziano Delrio.

E ancora: "Una legge che ha l'ambizione di anticipare e
stimolare - si afferma nella relazione - quella evoluzione
del Paese che potrà trovare compimento più coerente con la
annunciata riforma costituzionale, peraltro risolvendo anche
problemi contigenti e puntuali. Non meno importante l'altro
aspetto della legge: la volontà di dare risposte importanti
alle esigenze del presente. E fra queste esigenze quella
oggi, nell'immediato, di maggiore importanza è certamente la
riforma delle Province così come delineata nella normativa
che qui si presenta".

PROVINCE, LE FUNZIONI DELLA CITTÀ METROPOLITANA

(Public Policy) - Roma, 26 lug - Secondo l'articolo 9 le
Città metropolitane svolgeranno le funzioni delle Province e
le seguenti funzioni fondamentali:

"Adozione annuale del
piano strategico del territorio metropolitano, che
costituisce atto di indirizzo per l'ente e per l'esercizio
delle funzioni dei Comuni e delle Unioni dei Comuni
ricompresi nell'area, anche rispetto all'esercizio di
funzioni delegate o assegnate dalle Regioni; pianificazione
territoriale generale, ivi comprese le strutture di
comunicazione, le reti di servizi e delle infrastrutture di
interesse della comunità metropolitana, anche fissando
vincoli e obiettivi all'attività e all'esercizio delle
funzioni dei Comuni ricompresi nell'area; strutturazione di
sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici,
organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di
ambito metropolitano; mobilità e viabilità, anche
assicurando la compatibilità e la coerenza della
pianificazione urbanistica comunale nell'ambito
metropolitano; promozione e coordinamento dello sviluppo
economico e sociale, anche assicurando sostegno e supporto
alle attività economiche e di ricerca innovative e coerenti
con la vocazione della Città metropolitana come delineata
nel piano strategico annuale del territorio; promozione e
coordinamento dei sistemi di informatizzazione e di
digitalizzazione in ambito metropolitano.

Restano comunque
ferme le funzioni di programmazione e di coordinamento delle
Regioni, loro spettanti nelle materie di cui all'articolo
117 comma terzo e quarto della Costituzione, nonché le
funzioni esercitate ai sensi dell'articolo 118 della
Costituzione".

PROVINCE, RESTANO FINO ALLA ENTRATA IN VIGORE DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE

(Public Policy) - Roma, 26 lug - Fino alla data di entrata
in vigore della riforma costituzionale ad esse relative, le
Province, con l'esclusione di quelle omonime alle città
metropolitane, esercitano le funzioni di: pianificazione
territoriale provinciale di coordinamento, nonché tutela e
valorizzazione dell'ambiente per gli aspetti di competenza;

pianificazione dei servizi di trasporto in ambito
provinciale, autorizzazione e controllo in materia di
trasporto privato, in coerenza con la programmazione
regionale, nonché costruzione, classificazione e gestione
delle strade provinciali e regolazione della circolazione
stradale ad esse inerente; programmazione provinciale della
rete scolastica.

È quanto prevede la bozza del ddl sulle
città metropolitanze e Province, proposto dal ministro degli
Affari Regionali Graziano Delrio e deliberato dal Consigli
dei ministri di oggi.

PROVINCE, DDL: POSSONO SOPRAVVIVERE SE LO CHIEDE 1/3 DI COMUNI CONFINANTI
POSSONO TIRARSI FUORI DALLA CITTÀ METROPOLITANE E LASCIARE IN VITA PROVINCIA

(Public Policy) - Roma, 26 lug - Le Province di Torino,
Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e
Reggio Calabria possono continuare ad esistere anche dopo il
1° luglio 2014 e non essere sostituite dalle città
metropolitane se un terzo dei Comuni ricompresi chiede di
non far parte della città metropolitana. Lo stabilisce la
bozza del ddl 'disposizioni sulle città metropolitane, sulle
Province, sulle unioni e fusioni di Comuni' uscito dal
Consiglio dei ministri di oggi e che Public Policy è in
grado di anticipare .

All'articolo 3 della bozza infatti si legge: "Se entro il
28 febbraio 2014 almeno un terzo dei Comuni ricompresi nel
territorio della città metropolitana e tra loro confinanti
chieda, con atto deliberativo del rispettivo Consiglio
comunale adottato a maggioranza assoluta dei componenti, di
non far parte della rispettiva città metropolitana, la città
metropolitana, dal 1° luglio 2014, subentra alla Provincia
esclusivamente per quanto riguarda il territorio dei Comuni
che non hanno optato per l'appartenenza all'ente Provincia.
La Provincia omonima resta in funzione per il territorio
corrispondente a quello ove insistono i Comuni che hanno
optato per l'appartenenza dell'ente Provincia".

Nella bozza del ddl si stabilisce anche che "con decreto
del ministro per gli Affari regionali e le autonomie locali,
di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze,
da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge, sono disciplinate in tale caso le
modalità per il riparto tra la Provincia e la città
metropolitana del patrimonio, delle risorse finanziarie,
umane e strumentali, in relazione ai territori di rispettiva
competenza e alle rispettive funzioni e senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica".

"Con delibera del presidente provinciale in carica - si
legge nella bozza del ddl - in conformità ai predetti
criteri, emanata previa intesa con il sindaco metropolitano
e sentiti i Comuni interessati, sono quindi ripartiti tra la
Provincia e la città metropolitana il patrimonio, le risorse
finanziarie, umane e strumentali. Ove entro il 31 marzo 2014
la predetta delibera non venga emanata, entro i successivi
90 giorni provvede con proprio atto il prefetto".

PROVINCE, NEL DDL C'È ANCHE UNA FRASE CANCELLATA

(Public Policy) - Roma, 26 lug - Curiosità nella bozza del
disegno di legge sulle città metropolitane presentata dal
ministro degli Affari Regionali Delrio. Al capo III,
relativo alle Province, articolo 11, comma 2 è stata
cancellata la frase: "Fino al riordino costituzionale del
Titolo V della parte II della Costituzione non possono
essere istituite nuove Province".

Il che di fatto
contraddice il disegno di legge costituzionale che abroga il
termine Province dalla Costituzione. Lo stesso concetto, con
una frase opportunamente modificata, è contenuto
nell'articolo 3 lettera g in cui si afferma: "È in ogni caso
esclusa l'istituzione di nuove Province oltre a quella
esistente alla data di entrata in rigore della presente
legge".

PROVINCE, NOMINA CONSIGLIO METROPOLITANO E SINDACO ANCHE TRAMITE ELEZIONI

(Public Policy) - Roma, 26 lug - Lo statuto delle città
metropolitane potrà prevedere, in alternativa a quanto
previsto dalla prima parte dell'articolo 4, le elezioni territoriali
del sindaco e del consiglio metropolitano.

Questo il contenuto dell'articolo 4 della bozza del ddl
sulle disposizioni delle Città metropolitane, presentato dal
ministro degli Affari regionali Graziano Delrio e che Public
Policy è in grado di anticipare.

Il ddl prevede all'articolo 4 due modalità diverse per
l'elezione dei componenti del consiglio metropolitano.

Con il primo, previsto dalla bozza del ddl, il sindaco della
città metropolitana sarà il sindaco del Comune che era
capoluogo di Provincia. Il consiglio sarà costituito dai
sindaci dei Comuni con più di 15 mila abitanti.

Nella seconda parte, il provvedimento prevede che si
possano svolgere anche elezioni all'interno dell'area
metropolitana - stabilite per statuto - per l'elezione del
sindaco metropolitano e dei componenti del consiglio.

PROVINCE, COME SI ELEGGONO IL CONSIGLIO E IL SINDACO METROPOLITANI

(Public Policy) - Roma, 26 lug - Il sindaco metropolitano e
il consiglio "sono eletti dai sindaci e dei consiglieri
comunali degli enti locali appartenenti al territorio delle
città metropolitane. Possono candidarsi ed essere eletti a
consiglieri metropolitani esclusivamente i sindaci e i
consiglieri comunali in carica nei medesimi Comuni alla data
delle elezioni".

Questo il contenuto dell'articolo 4 della bozza del ddl
sulle disposizioni delle Città metropolitane, presentato dal
ministro degli Affari regionali Graziano Delrio e che Public
Policy è in grado di anticipare.

Il ddl prevede all'articolo 4 due modalità diverse per
l'elezione dei componenti del consiglio metropolitano. Con
il primo il sindaco della città metropolitana sarà il sindaco del Comune
che era capoluogo di Provincia. Il consiglio sarà costituito
dai sindaci dei Comuni con più di 15 mila abitanti. Nella
seconda parte, il provvedimento prevede che si possano
svolgere anche elezioni all'interno dell'area metropolitana.

L'elezione dei consiglieri è effettuata sulla base di
collegi uninominali, determinati da decreti da emanare entro
60 giorni dalla data di approvazione dello Statuto di
ciascuna città metropolitana. La dichiarazione di
presentazione delle liste di candidati deve essere
sottoscritta da almeno il 5% degli eventi diritto.

Il consiglio metropolitano sarà composto dal sindaco
metropolitano e da non più di 24 consiglieri nelle città
metropolitane con popolazione residente superiore ai 3
milioni di abitanti, 18 consiglieri per quelle con
popolazione superiore a 800 mila e 14 per le altre città
metropolitane.

PROVINCE, SINDACO NOMINERÀ IL VICE TRA I CONSIGLIERI METROPOLITANI

(Public Policy) - Roma, 26 lug - "Il sindaco metropolitano
potrà nominare un vicesindaco, scelto tra i consiglieri
metropolitani, stabilendone le eventuali funzioni delegate e
dandone immediata comunicazione al consiglio".
Questo il contenuto dell'articolo 4 della bozza del ddl
sulle disposizioni delle Città metropolitane, presentato dal
ministro degli Affari regionali Graziano Delrio e che Public
Policy è in grado di anticipare.
Secondo la bozza, "il vicesindaco esercita le funzioni del
sindaco in ogni caso in cui questo ne sia impedito. Qualora
la carica di sindaco metropolitano venga meno per cessato
incarico da sindaco del proprio Comune da parte di chi la
ricopre, il vicesindaco resta in carica fino
all'insediamento del nuovo sindaco".

PROVINCE, SARANNO I SINDACI DEI COMUNI A ELEGGERNE IL PRESIDENTE


(Public Policy) - Roma, 26 lug - "Sono elettori del
presidente della Provincia i sindaci dei Comuni appartenenti
alla Provincia in carica dalla data d'elezione, nonché i
commissari ordinari e straordinari nominati ai sensi degli
articoli 141 e 143 del Tuel (Testo unico enti locali". Lo
prevede la bozza del ddl sulle città metropolitane e le
Province approvata oggi dal Consiglio dei ministri. Nel caso
delle Province che rimarranno attive fino alla programmata
riforma costituzionale, saranno dunque i sindaci dei Comuni
che ne fanno parte a eleggerne i presidenti.

"L'elettorato passivo - si legge ancora nel testo - è
attribuito esclusivamente ai sindaci in carica nei Comuni
della Provincia alla data d'elezione".

Per l'elezione si userà un sistema di voto ponderato, per
cui il voto del sindaco con popolazione minore rispetto agli
altri Comuni vale uno, il voto degli altri sindaci è
determinato dal risultato della divisione tra il numero
della popolazione del loro Comune e il numero della
popolazione del Comune con popolazione minore. Il valore è
arrotondato alla seconda cifra decimale.

Ogni elettore, prevede la bozza, "può esprimere una sola
preferenza". A parità di voto, è eletto il più
anziano.

PROVINCE, IL DDL: COME SI ELEGGONO I CONSIGLI PROVINCIALI

(Public Policy) - Roma, 26 lug - Il Consiglio provinciale,
si legge nella bozza di ddl approvato oggi dal Consiglio dei
ministri sulle Province e città metropolitane, "è costituito
dai sindaci dei Comuni con più di 15 mila abitanti, e dai
presidenti delle unioni di Comuni della Provincia con
popolazione complessiva superiore a 10 mila abitanti,
nonché, fino al compimento del terzo anno dalla data della
costituzione del consiglio, anche dai presidenti di unioni
di piccoli Comuni".

Queste modalità elettorali valgono per le Province che non
verranno sostituite dalle città metropolitane, e che
rimarranno attive fino alla riforma costituzionale.
Il consiglio provinciale può essere eletto anche
dall'Assemblea dei sindaci, secondo queste modalità: il
consiglio è composto da 16 membri nelle Province con più di
700 mila abitanti, dodici in quelle tra 300 e 700 mila,
dieci in quelle fino a 300 mila abitanti. L'elettorato
attivo e passivo spetta ai componenti l'assemblea dei
sindaci. Non sono previste presentazioni di
candidature.

PROVINCE, QUALI SONO LE FUNZIONI PER QUELLE CHE RESTANO

(Public Policy) - Roma, 26 lug - Le funzioni delle Province
che restano fino al completamento dell'iter del ddl
costituzionale abrogativo sono specificate nell'articolo 15
del ddl Delrio e si tratta di: "Pianificazione territoriale
provinciale di coordinamento, nonché tutela e valorizzazione
dell'ambiente, per gli aspetti di competenza; pianificazione
dei servizi di trasporto in ambito provinciale,
autorizzazione e controllo in materia di trasporto privato,
in coerenza con la programmazione regionale, nonché
costruzione, classificazione e gestione delle strade
provinciali e regolazione della circolazione stradale a esse
inerente; programmazione della rete scolastica".

PROVINCE, DDL: FUNZIONI E PERSONALE RIDOTTO. IL RESTO VA AI COMUNI

(Public Policy) - Roma, 26 lug - Funzioni ridotte per le
Province, che dopo marzo 2014 dovranno cederne alcune a
Comuni e unioni di Comuni e ridimensionare il proprio
personale, senza la possibilità di assumerne altro. La
riscossione delle imposte, però, resta in mano alla
Provincia fino alla riforma della finanza locale. Lo
stabilisce la bozza del ddl 'disposizioni sulle città
metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di
Comuni' uscito dal Consiglio dei ministri di oggi e che
Public Policy è in grado di anticipare.

La norma, contenuta nell'articolo 15, punta a svuotare i
poteri di quelle Province che non verranno sostituite dalle
città metropolitane dal 1° luglio 2014 (vedi Public Policy
"PROVINCE, SOPPRESSE..." delle 10,47) e che quindi potranno
essere abolite solo dalla riforma costituzionale.
All'articolo 15 del ddl uscito da Palazzo Chigi si
stabilisce che le Province sono "enti con funzioni di area
vasta" e che "esercitano esclusivamente le seguenti
funzioni: pianificazione territoriale provinciale di
coordinamento nonché tutela e valorizzazione dell'ambiente,
per gli aspetti di competenza; pianificazione dei servizi di
trasporto in ambito provinciale, autorizzazione e controllo
in materia di trasporto privato, in coerenza con la
programmazione regionale, nonché costruzione classificazione
e gestione delle strade provinciali e regolazione della
circolazione stradale ad esse inerente; programmazione
provinciale della rete scolastica".

Lo stesso articolo dispone
che tutte le altre funzioni amministrative, da individuare
con decreto del presidente del Consiglio su proposta del
ministero dell'Interno e degli Affari regionali entro il 31
marzo 2014 previa intesa con la Conferenza Stato-Città,
siano "trasmesse ai Comuni ovvero ad unioni di Comuni".
Questo "salva l'assunzione diretta da parte della Regione
per esigenze di sussidiarietà di alcune di esse".

Viene anche stabilito che il decreto del Governo dovrà
determinare i criteri generali per l'individuazione dei beni
e delle risorse finanziarie, umane, strumentali e
organizzative connessi all'esercizio delle funzioni stesse".
Per quanto riguarda il trasferimento del personale, si
legge, "sono consultate le organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative" e la "commissione parlamentare
per la semplificazione".

Le Province quindi, viene disposto nel ddl, entro 60 giorni
dalla data della delibera del Governo, "rideterminano in
riduzione la pianta organica del personale, nonché
modificano i profili professionali sulla base delle diverse
funzioni e del diverso assetto degli organi. In ogni caso
resta confermato per le Province il divieto di nuove
assunzioni dalla data di entrata in vigore della presente
legge".

Nel ddl si specifica anche che "Regioni e Comuni possono
delegare alle Province riordinate, specifiche attività, con
idonea motivazione, previa intesa con la medesima".

(Public Policy)

SAF-SOR-VIC-LEP

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