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Province, M5s lancia allarme su raccolta firme elezioni piccoli comuni

Delrio 01 aprile 2014

ROMA (Public Policy) - Sul ddl Province il Movimento 5 stelle ha sollevato in commissione Affari costituzionali alla Camera un problema relativo alla raccolta di firme delle liste nei comuni al di sotto dei 10 mila abitanti.

"Il ddl Delrio - spiega a Public Policy Emanuele Cozzolino del M5s - va ad aumentare il numero massimo di consiglieri comunali nei comuni fino a 10.000 abitanti. Se aumenta il numero dei consiglieri da eleggere si debbono modificare le liste e questo rende non più valide le firme già raccolte fino ad ora. Questo pone, soprattutto per le piccole liste come le liste civiche, un problema di raccolta e autentificazione delle firme" necessarie per la presentazione della lista alle elezioni comunali di questa primavera, visto che tra pochi giorni si debbono depositare le liste.

"Allungando il numero massimo dei consiglieri - spiega Cozzolino - può avvenire che una lista, che magari ha già iniziato il 20 marzo la raccolta di firme, si trovi ad avere anche solo un candidato in meno del minimo richiesto (3/4 del numero massimo di consiglieri; Ndr) e debba quindi inserire un nuovo candidato in lista e riaprire la raccolta di firme" magari non facendocela con i tempi.

"Abbiamo chiesto - aggiunge quindi l'esponente del M5s in commissione Affari costituzionali - di chiarire nel testo della legge questo punto o emanare un atto governativo prevenendo una deroga per le liste dei piccoli comuni o l'entrata in vigore" della norma che aumenta il numero di consiglieri comunali "alle prossime amministrative". Sul punto, conclude Cozzolino, "c'è stata sensibilità da parte della commissione".

LA RISPOSTA DELLA MAGGIORANZA
"Il tema sollevato dal Movimento 5 stelle è giusto. Su questo ci sarà un pronunciamento del Governo, che magari potrà fare una circolare interpretativa". A dirlo a Public Policy Emanuele Fiano, relatore Pd al ddl Delrio sul superamento delle Province che oggi è stato incardinato in commissione Affari costituzionali alla Camera.

Il relatore ha confermato che l'intenzione è quella di non apportare modifiche al provvedimento, già approvato in prima lettura da tutti e due i rami del Parlamento, spiegando che il ddl sarà definitivamente approvato "entro la fine della settimana". (Public Policy)

VIC-NAF

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