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PROVINCE, PATRONI GRIFFI: RIDUZIONE INEVITABILE, NON CE LE POSSIAMO PERMETTERE

26 novembre 2012

(Public Policy) - Roma, 26 nov - Affidare tutto il lavoro
delle Province alle Regioni "sarebbe costato di più: il
personale regionale costa circa il 23% in più di quello
provinciale". Per quanto riguarda i risparmi "saranno
determinati da economie di scala: sia diminuendo il numero
degli uffici periferici dello Stato, sia riducendo il numero
di organi e uffici provinciali. L'ufficio sotto casa costa
al singolo abitante una cifra assurda. Non ce lo possiamo
più permettere".

Lo ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione,
Filippo Patroni Griffi, in un'intervista al Messaggero, in
merito al decreto legge sul riordino delle Province,
approvato dal Consiglio dei ministri il 31 ottobre.
"Sulla tesi 'meglio abolirle tutte' - ha aggiunto il
ministro - si è creata, negli ultimi decenni, una strana
saldatura, nei fatti non nelle intenzioni. Il risultato è
che le Province sono raddoppiate, passando dalle 59
dell'unità d'Italia alle attuali 107".

Sulle ragioni della scelta di riordinarle anziché abolirle,
il ministro ha detto: "Le ragioni sono tre: la fattibilità
pratica, il modello europeo e la natura delle funzioni di
area vasta (es. alcune tipologie di scuole che riguardano
più Comuni; ndr) che non sono comunali, ma nemmeno
regionali".

Il riordino, "come avviene nel resto d'Europa - ha
continuato Patroni Griffi - individua alcune aree
metropolitane, indica le funzioni di area vasta e intorno a
a queste costituisce il nuovo modello di Provincia. Infine
concentra l'attività regionale su quella di legislazione e
programmazione come voleva il costituente e consente la
riorganizzazione dell'amministrazione periferica dello Stato
adeguandola ai tempi". (Public Policy)

SOR

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