Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Il punto sul regolamento delle lobby: se ne parla la prossima settimana

lobby 31 gennaio 2017

di Fabio Napoli

ROMA (Public Policy) - Sono circa 20 gli emendamenti presentati, in Ufficio di presidenza alla Camera, alla delibera di attuazione del regolamento delle lobby. Con tutta probabilità il primo Udp per l'esame delle proposte di modifica si terrà la prossima settimana. Lo riferiscono a Public Policy fonti parlamentari.

Il Movimento 5 stelle - a quanto si apprende - è stato il gruppo ad aver presentato più emendamenti. La relatrice Marina Sereni (Pd, vicepresidente di Montecitorio), con tutta probabilità , farà dei colloqui con i singoli rappresentanti dei gruppi per avere un quadro della situazione anche se - a dire il vero - le prime riunioni dell'Ufficio di presidenza potrebbero essere utilizzate per svolgere la discussione generale sulla proposta di regolamento attuativo.

Dunque le operazioni di voto sulle proposte di modifica potrebbero non essere immediate. Il testo messo a punto da Sereni, dunque, rende attuativo quanto stabilito dalla giunta nove mesi fa. Secondo il regolamento attuativo sarà il Collegio dei deputati questori a sovrintende alla tenuta del registro e alle procedure di iscrizione, svolgendo tutte le attività istruttorie e di verifica previste.

Verrà quindi allestito un locale riservato ai lobbisti "per consentire di seguire lo svolgimento dei lavori parlamentari attraverso impianti audiovisivi a circuito chiuso, il canale satellitare e la webtv". In sede di prima applicazione il locale sarà reso disponibile in occasione dell’esame di provvedimenti di particolare rilievo, "secondo modalità disciplinate dal Collegio".

Agli iscritti al registro verrà rilasciato un titolo di accesso annuale (i permessi rilasciati finora decradanno). Gli iscritti dovranno presentare una relazione annuale "sulla base di un apposito modello standard".

La definizione di lobby rimanda a quella contenuta nel regolamento approvato ad aprile, confermando l'uso dell'avverbio "professionalmente" in riferimento alla attività di rappresentanza di interessi "svolta nelle sedi della Camera dei deputati".

Non sarà considerata tale l'attività svolta in occasione di audizioni parlamentari. Sono chiamati ad iscriversi al registro: organizzazioni sindacali e datoriali, organizzazioni non governative, imprese, gruppi di imprese e le aziende, soggetti specializzati nella rappresentanza professionale di interessi di terzi, le associazioni professionali, le associazioni di categoria o di tutela di interessi diffusi, le associazioni di consumatori riconosciute, "ogni altro soggetto che intenda svolgere" lobbying.

Sono escluse invece: le amministrazioni di organi costituzionali o di rilevanza costituzionale, le amministrazioni pubbliche, le autorità di regolazione e garanzia, le organizzazioni internazionali e sovranazionali, gli agenti diplomatici e i funzionari consolari, i partiti e i movimenti politici, le confessioni religiose. La delibera attuativa definisce nel dettaglio le modalità di iscrizione al registro che saranno gestite dall'Ufficio di presidenza.

Tra i requisiti necessari non aver subito, nell’ultimo decennio,condanne definitive per i reati contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica o il patrimonio; godere dei diritti civili e non essere stato interdetto dai pubblici uffici; non aver ricoperto negli ultimi dodici mesi cariche di governo né aver svolto il mandato parlamentare.

Le sanzioni previste sono la cancellazione dal registro con divieto di richiedere l’iscrizione per un periodo fino a cinque anni o la sospensione per un periodo fino a un anno. Tutte le sanzioni saranno rese pubbliche sull'apposita sezione del sito della Camera. (Public Policy)

@ShareTheRoadFab

© Riproduzione riservata