Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

La questione del 'favor vitae' nella proposta sul biotestamento

eutanasia 27 gennaio 2017

ROMA (Public Policy) - Inserito tra i principi della proposta di legge sul testamento biologico un richiamo espresso alla "tutela della vita". Lo prevede una riformulazione della relatrice, Donata Lenzi (Pd), approvata in commissione Affari sociali della Camera alla proposta di legge sul testamento biologico.

La riformulazione fa una sintesi di sei proposte emendative presentate da Idea, Democrazia solidale-Centro democratico, Forza Italia, Cor, Area popolare, Pd.

L'emendamento ha riscritto il primo comma dell'articolo 1 della pdl, sui principi generali della legge. Restano i richiami agli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione e viene aggiunto un richiamo agli articoli 1, 2 e 3 della Carta dei diritti fondamentali dell'uomo dell'Unione europea, rispettivamente su "dignità umana", "diritto alla vita" e "diritto all'integrità della persona".

Inoltre viene espressamente sancito che la pdl "tutela la vita e salute dell'individuo". Rimane il principio secondo cui "nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne - viene specificato - che nei casi previsti dalla legge".

Un modo dunque per ribadire il divieto di eutanasia, già non consentito dalla legge italiana. La riformulazione viene incontro a una parte delle richieste delle opposizioni di centrodestra e centriste che puntavano ad inserire nella pdl richiami al favor vitae e al divieto di praticare eutanasia. Contrari alla modifica - a quanto si apprende - Sinistra italiana e Movimento 5 stelle.(Public Policy) NAF

© Riproduzione riservata