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QUIRINALE, OGGI COME IERI, IL PRECEDENTE DI NAPOLITANO NEL 2006

napolitano 05 aprile 2013

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(Public Policy) - Roma, 5 apr - Mentre oggi si cerca ampia
condivisione sul nome da proporre come presidente della
Repubblica, e il primo a spendersi in merito è proprio il
capo dello Stato uscente Giorgio Napolitano, non andò
esattamente così quando lui venne eletto.

Correva l'anno 2006, ovvero quello inaugurale del Governo
Prodi II, uscito dalle urne con una maggioranza (al Senato)
risicatissima, non senza analogie con la situazione odierna
ma senza il Movimento 5 stelle (particolare non
insignificante). Ebbene, Napolitano venne eletto alla quarta
votazione con 543 voti su 990 votanti dei 1.009 aventi
diritto (il quorum era 505), ed entrò ufficialmente in
carica il 15 maggio 2006.

È stato il primo ex membro del Partito comunista italiano a
salire sullo scranno più alto della Repubblica. Napolitano è
stato infatti uno dei dirigenti storici del Pci, leader
della corrente "migliorista" (riformista) che sosteneva una
linea sostanzialmente socialdemocratica.

Venne eletto praticamente con tutti i voti della coalizione
di centrosinistra (L'Unione: Ds, Margherita, Idv, Rosa nel
Pugno, Verdi, Pdci, Prc, Udeur, Socialisti uniti,
Democratici cristiani uniti, Pensionati, Svp, Repubblicani
europei, Italia di mezzo, Psdi), mentre quasi tutta la
coalizione di centrodestra, raccolta nella Casa delle
libertà (Forza Italia, Lega Nord, An, Ccd, Cristiani
democratici uniti, Nuovo Psi, Pri, Dc per le autonomie) optò
per la scheda bianca (347).

Differente l'atteggiamento del Carroccio che votò compatto
Umberto Bossi (42 voti). Giulio Andreotti, senatore a vita,
votò Napolitano. Le altre preferenze andarono a D'Alema
(10), Ferrara (7), Letta (6), Berlusconi (5), Pininfarina
(3) e Di Piazza (3). (Public Policy)

GAV

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