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Quote rosa, i primi dati sulle partecipate

Imprenditoria femminile, nasce sezione speciale fondo di garanzia pmi/scheda 28 ottobre 2013

Quote rosa, manca l'anagrafe delle società controllate

(Public Policy) - Roma, 28 ott - Manca un'anagrafe delle società pubbliche che devono adeguarsi alla normativa sulla presenza delle donne nei Cda, la legge Golfo-Mosca, (120 del 2011). È quanto emerge durante il convegno di oggi a Roma sul lancio dell'iniziativa 'Women mean business and economic growth' del dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, insieme all'università Bocconi, finanziato con fondi europei.

"Da una stima sono circa 10mila, le società pubbliche controllate direttamente o indirettamente", dice Monica Parrella, direttore generale dell'ufficio per gli interventi in materia di parità e pari opportunità, della Presidenza del Consiglio, presentando i primi dati parziali sull'applicazione della normativa e del regolamento attuativo. Dai primi dati sui rinnovi a partire da febbraio 2013, delle 25 società controllate direttamente dal ministero dell'Economia e finanze, la presenza femminile nel consiglio di amministrazione, è al 20,2%, e nel collegio sindacale al 34,7%.

Nella totalità delle società controllate direttamente o indirettamente dal Mef, non quotate (che sono 294), 69 hanno rinnovato i consigli di amministrazione, facendo salire la percentuale di donne al 29,4%, 56 hanno rinnovato i collegi sindacali e la percentuale è ora del 35,4. Parrella informa anche sui procedimenti amministrativi adottati nei confronti delle controllate: su 171 segnalazioni sono stati 15 i procedimenti di diffida avviati per mancato adeguamento alla normativa sulle quote. Quattro dei 15 procedimenti riguardano aziende del Mezzogiorno.

Solo alla fine del 2015 si avrà il quadro completo dei rinnovi dei cda delle società pubbliche ai fini della legge Golfo- Mosca sulle quote di genere. I primi rinnovi sono partiti a febbraio di quest'anno, sei mesi dopo rispetto alle società private (il ritardo è dovuto alla mancata adozione del regolamento attuativo arrivato nel novembre scorso).

Delle 25 società controllate direttamente dal ministero dell'Economia, quelle che non hanno rinnovato il cda sono 16, e la quota di donne per loro attualmente è del 17,1%. Dall'attività del monitoraggio sull'applicazione del regolamento del presidente della Repubblica n. 251/2012, su 171 segnalazioni  i 15 provvedimenti di diffida (primo step a cui segue in mancanza di adeguamento la decadenza del cda) sono così distribuiti: 7 al nord, 4 al centro, 4 al sud. Le aziende del sud segnalate erano state solo 10. Solo in un caso di diffida l'azienda non si è per ora adeguata alla normativa e alla scadenza dei 60 giorni rischia la decadenza del proprio consiglio di amministrazione. (Public Policy)

LAP

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