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Riforma Rai, cosa c'è nel pacchetto di emendamenti dei relatori

rai 16 giugno 2015

ROMA (Public Policy) - di Francesco Ciaraffo - Inserimento del criterio di onorabilità tra i requisiti dei membri del cda, istituzione del Comitato cultura, principi per regolare il conflitto di interessi per la nomina dell'ad e dei membri del consiglio di amministrazione.

È il contenuto dei principali emendamenti al ddl Rai presentati dai relatori Raffaele Ranucci (Pd) ed Enrico Buemi (Psi).

Tra i nodi da sciogliere, la deroga alla disciplina degli appalti, materia su cui i relatori hanno presentato proposte di modifica contrastanti. Altri emendamenti sono attesi sulla mission di servizio pubblico dell'azienda.

ANCHE ONORABILITÀ TRA REQUISITI NOMINA CDA
Anche l'onorabilità deve essere uno dei requisiti per essere nominati membri del Consiglio di amministrazione della Rai. L'emendamento dei relatori interviene su una parte del testo che modifica il Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici che al momento stabilisce:

'Possono essere nominati membri del consiglio di amministrazione i soggetti aventi i requisiti per la nomina a giudice costituzionale o, comunque, persone di riconosciuto prestigio e competenza professionale e di notoria indipendenza di comportamenti, che si siano distinte in attività economiche, scientifiche, giuridiche, della cultura umanistica o della comunicazione sociale, maturandovi significative esperienze manageriali'. All'elenco dei requisiti, la proposta di modifica aggiunge, quindi, anche l'onorabilità.

NO IN CDA CHI HA CONFLITTI INTERESSI
'La carica di membro del cda (della Rai, Ndr) non può essere ricoperta, a pena di ineleggibilità o decadenza, anche in corso di mandato da coloro che siano in conflitto di interesse o di cumulo di cariche in società concorrenti della Rai'; dai deputati regionali o consiglieri regionali; dai presidenti delle Giunte provinciali; dai sindaci dei Comuni con popolazione superiore ai 20mila abitanti.

DIPENDENTE MEMBRO CDA ASSUNTO DA ALMENO TRE ANNI
Il membro designato dall'assemblea dei dipendenti della Rai al cda dell'azienda deve essere scelto 'tra i dipendenti dell'azienda titolari di un rapporto di lavoro subordinato da almeno 3 anni consecutivi'. È ancora il contenuto di un altro emendamento dei relatori.

PER DIPENDENTE MEMBRO CDA STESSI REQUISITI DI ALTRI
Per l'elezione del membro del cda designato dall'assemblea dei dipendenti della Rai, il consiglio in carica 'provvede ad organizzare le procedure di voto' consentendo 'la partecipazione al voto, garantendo la segretezza, anche via internet ovvero attraverso l'intranet aziendale, a tutti i dipendenti titolari di un rapporto di lavoro subordinato'.

La stessa proposta di modifica stabilisce che il voto sia previsto su candidati che abbiano i requisiti fissati dal Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici ('Possono essere nominati membri del consiglio di amministrazione i soggetti aventi i requisiti per la nomina a giudice costituzionale o, comunque, persone di riconosciuto prestigio e competenza professionale e di notoria indipendenza di comportamenti, che si siano distinte in attività economiche, scientifiche, giuridiche, della cultura umanistica o della comunicazione sociale, maturandovi significative esperienze manageriali').

'Le singole candidature potranno essere presentate da una delle organizzazioni sindacali firmatarie del ontratto collettivo o integrativo della Rai o da almeno 150 dipendenti', si legge ancora.

PER NOMINA CDA ALTERNANZA DI GENERE
La nomina dei membri del cda della Rai 'è effettuata tenendo conto della differenziazione di competenze e del rispetto dell'alternanza di genere'. Il rispetto dell'alternanza di genere è richiesto ancha da un emendamento Pd.

NASCE COMITATO CULTURA
'All'interno del cda (della Rai; Ndr) è istituito il comitato di cultura presieduto dal presidente del consiglio di amministrazione e da due consiglieri. Il comitato svolge funzioni di controllo e sorveglianza sulle linee e gli indirizzi programmatici, garantendo il rispetto del pluralismo e della divulgazione culturale'. È quanto prevede un altro emendamento dei relatori.

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@fraciaraffo

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