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La Rai dovrà riservare alle opere Ue la maggior parte del tempo

cinema 11 dicembre 2017

ROMA (Public Policy) - La Rai dovrà "riservare alle opere europee la maggior parte del proprio tempo di diffusione, escluso il tempo destinato a notiziari, manifestazioni sportive, giochi televisivi, pubblicità, servizi di teletext e televendite".

È quanto si legge in una bozza di parere della Vigilanza Rai, presa in visione da Public Policy, al contratto di servizio su cui la commissione è chiamata ad esprimersi (il voto è atteso mercoledì prossimo). In questo modo il contratto di servizio di adeguerebbe alle nuove norme introdotte dal dlgs Audiovisivo, attuativo della legge sul cinema.

Nello specifico la quota, su base annua, dovrà essere pari al 53% per il 2019, 56% per il 2020 e 60% dal 1° gennaio 2021. E ancora, dovrà riservare (sempre su base annuale), dal 1° gennaio 2019, alle opere audiovisive di espressione originale italiana, ovunque prodotte, una sotto quota di almeno la metà della quota prevista per le opere europee.

Inoltre dovrà essere riservata (stabolta su base settimanale), nella fascia oraria dalle 18 alle 23, una quota del tempo di diffusione, escluso il tempo destinato a notiziari, manifestazioni sportive, giochi televisivi, pubblicità, servizi di teletext e televendite, a opere cinematografiche e audiovisive di finzione, di animazione, documentari originali o altre opere di alto contenuto culturale o scientifico, incluse le edizioni televisive di opere teatrali, di espressione originale italiana, ovunque prodotte per almeno il 12%, di cui almeno la metà riservata a opere cinematografiche. (Public Policy) @PPolicy_News

FRA

 

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