Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

RAPPRESENTANZA, AIRAUDO: L'ACCORDO NON BASTA, SERVE UNA LEGGE /INTERVISTA

08 agosto 2013

RAPPRESENTANZA, AIRAUDO: L'ACCORDO NON BASTA, SERVE UNA LEGGE /INTERVISTA

(Public Policy) - Roma, 8 ago - (di Aroldo Barbieri)
"Riprenderemo il 6 settembre e il Governo non è
disinteressato". Parola del deputato Sel Giorgio Airaudo sul
cammino delle proposte di legge (Airaudo n. 709), Damiano
(n. 519), Polverini (n.1376) e di iniziativa popolare (n.5),
che dettano norme in materia di rappresentanza e
rappresentatività delle organizzazioni sindacali
e di
efficacia dei contratti collettivi di lavoro, da tempo
all'esame della commissione Lavoro di Montecitorio.

In un'intervista a Public Policy, Airaudo (ex sindacalista
Fiom) spiega perché l'accordo tra le parti sociali non
basta, "come ha dimostrato la vicenda Fiat". Giudica
l'accordo di giugno fra sindacati e Confindustria "una buona
base di partenza". Ma, dice, "serve una legge che dia norme
certe".

D. LE PROPOSTE DI LEGGE IN MATERIA DI DEMOCRAZIA SINDACALE
SUI LUOGHI DI LAVORO SONO DA TEMPO ALL'ESAME DELLA
COMMISSIONE LAVORO DI MONTECITORIO. MA SERVE UNA LEGGE UN
MATERIA O BASTANO, COME DICE LA CISL, LE INTESE FRA LE PARTI
SOCIALI?
R.
La vicenda Fiat ha dimostrato che le intese fra le parti
con bastano. Una legge serve eccome. Il 6 settembre
riprenderemo il lavoro sulle pdl all'esame della commissione
e anche il Governo, come ci ha detto il sottosegretario
Dell'Aringa, è interessato a che si arrivi a un punto fermo
e questo non può che essere una legge che dia norme certe.

D. UNA LEGGE CORNICE O UNA LEGGE NORMATIVA?
R.
Una legge che affronti tutti gli aspetti importanti.

D. E CHE FINE FARANNO GLI ACCORDI TRA LE PARTI, COMPRESI
QUELLO DI GIUGNO FRA SINDACATI E CONFINDUSTRIA?
R.
Quell'accordo è sicuramente una buona base di partenza,
ma non è sufficiente: nella vicenda è entrata a dire la sua
la magistratura, ma serve un altro attore: il Governo.
(Public Policy)

ABA

© Riproduzione riservata