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Reato depistaggio, proposta approvata alla Camera

depistaggio 24 settembre 2014

ROMA (Public Policy) - Chi manomette prove per depistare rischierà il carcere fino a quattro anni. Nel codice penale entra il delitto autonomo di depistaggio e inquinamento processuale, con aggravanti per i pubblici ufficiali e nel caso di processi di strage, mafia e associazioni sovversive.

È questo il contenuto della proposta di legge, approvata dalla Camera a prima firma del deputato Pd Paolo Bolognesi. Di seguito le norme contenute nel provvedimento, che ora dovrà ricevere anche il via libera del Senato.

IN CARCERE CHI DEPISTA Sarà punito chiunque, allo scopo di ostacolare o impedire indagini o processi, modifica il corpo del reato o la scena del crimine, distrugge, occulta o altera prove oppure crea false piste. La pena prevista dal nuovo delitto di depistaggio e inquinamento processuale è la reclusione fino a quattro anni.

PENE AGGRAVATE Quando a depistare è un pubblico ufficiale la pena aumenta da un terzo alla metà. L'inasprimento di pena (da sei a dodici anni) scatta anche qualora tale reato riguardi processi per stragi e terrorismo, mafia e associazioni segrete, traffico di armi e materiale nucleare, chimico o biologico, o altri gravi delitti come la tratta di persone e il sequestro a scopo estorsivo. Se la condanna supera i 3 anni si applica l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.

SCONTI DI PENA Una riduzione di pena (da metà a due terzi) premierà chi si adopera a ripristinare lo stato della scena del reato e delle prove o a evitare conseguenze ulteriori oppure aiuta i magistrati a individuare i colpevoli del depistaggio. Prescrizione più lunga. Il depistaggio aggravato comporta il raddoppio dei termini di prescrizione. (Public Policy)

SOR

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