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REBUS GOVERNO, BERLUSCONI: RIFORMA ELETTORALE IN SENSO PRESIDENZIALISTA

26 aprile 2013

VERSO IL VOTO, SCONTRO MONTI-BERLUSCONI. LEADER PDL: 'SE LUI FUORI MI UBRIACO'

SULLA POLITICA DICE: ARTE DEL MIGLIOR COMPROMESSO POSSIBILE

(Public Policy) - Roma, 26 apr - In un'intervista a
Repubblica rilasciata a Dallas, Silvio Berlusconi si augura
che il prossimo governo sia tutto politico: "Mi auguro che
non ci siano tecnici. - dice - Per fare i politici bisogna
essere esperti e professionali. E il governo dei tecnici
abbiamo visto dove ci ha portato. La politica è anche l'arte
di raggiungere il migliore compromesso possibile".

Gli otto punti proposti nel programma del Pdl non sono da
considerarsi "o tutto o niente - puntualizza - Ci muoveremo
con buonsenso, anche perché nelle nostre proposte non c'è
nulla che possa essere interpretato come un favore a
qualcuno come una legge ad personam".

"La legge elettorale va cambiata - aggiunge - e noi
proponiamo anche importanti riforme costituzionali.
Certamente una riforma elettorale in senso presidenzialista.
È un diritto dei cittadini io vorrei un'elezione aperta a
tutti quelli che si vogliono candidare, poi i primi due
vanno al ballottaggio. Seguiamo il modello di tutte le
democrazie più avanzate".

Sui primi provvedimenti del futuro governo, Berlusconi non
ha dubbi: "I sei punti di economia - spiega - che possiamo
anche riunire in un unico disegno, un decreto Salva Italia,
la riforma della Giustizia, le riforme costituzionali.
Dobbiamo augurarci che sia possibile varare il governo e che
poi ci sia un Parlamento capace di approvare questi
provvedimenti".

Tra le questioni più urgenti, l'abrogazione dell'Imu "è una
forma di patrimoniale permanente. La restituzione del 2012 -
osserva - non è soltanto un fatto simbolico, si ridarebbe
alle famiglie quella tredicesima che di fatto è stata
confiscata e che ha fatto diminuire i consumi del periodo
natalizio. Poi bisogna diminuire l'Irap che le imprese
pagano anche quando non fanno utili".

"Poi - aggiunge - Equitalia. Cambiare tutto, niente
pignoramenti, estensione delle rate. La lotta all'evasione
fiscale va fatta con sistemi liberali, non vessatori. Poi i
giovani. Dire alle aziende che ci sono 600 mila giovani
senza lavoro, vanno assunti per almeno 3 anni, in cambio
l'impresa paga solo quanto si mette in tasca il giovane.
Niente imposte, niente contributi".

Infine i costi della politica: "Vanno ridotti, perché
abbiamo assistito a ruberie oscene di denaro pubblico. Però
la politica ha un costo, per cui bisogna cambiare le leggi
sul finanziamento privato in modo che tutto avvenga in modo
limpido e trasparente". (Public Policy)

SAF

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