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REFERENDUM RADICALI, AL VIA DOMANI LE FIRME: DAL DIVORZIO BREVE ALL'8XMILLE

06 giugno 2013

GOVERNO, KYENGE: RIFORMA CITTADINANZA ESIGENZA INDIFFERIBILE

(Public Policy) - Roma, 6 giu - Da domani al via le firme
per i sei referendum nazionali promossi dai Radicali: si va
dal divorzio breve all'8Xmille (il sito dell'iniziativa è
www.cambiamonoi.it). Servono complessivamente almeno 500
mila firme da depositare entro 3 mesi in Cassazione.

DIVORZIO BREVE
"Vogliamo - si legge in una nota dei promotori - che si
diminuisca il carico sociale e giudiziario che grava sui
cittadini e sui tribunali in termini di costi e durata dei
procedimenti. Il referendum elimina i tre anni di
separazione obbligatoria prima di chiedere divorzio, la cui
domanda potrebbe essere fatta contestualmente alla
separazione".

IMMIGRAZIONE
"Con il primo quesito vogliamo cancellare la norma che
introduce un reato su una condizione anziché su una condotta
(ovvero il reato di clandestinità; Ndr). Mentre con il
secondo quesito si vogliono abrogare quelle norme che
costringono centinaia di migliaia di migranti al ricatto
continuo dei datori di lavoro (creando lavoro nero,
microcriminalità e l'effetto di 'concorrenza sleale' con i
lavoratori italiani). La regolarizzazione di almeno 500 mila
lavoratori stranieri senza permesso di soggiorno già attivi
in Italia porterebbe nelle casse dello Stato tre miliardi di
euro ogni anno di sole tasse".

DROGHE
"A causa di convenzioni internazionali stipulate
dall'Italia - scrivono ancora i Radicali - è attualmente
impossibile la legalizzazione delle droghe leggere, ma con
questo quesito vogliamo eliminare per tutte le violazioni
che riguardano fatti di lieve entità (ad es. coltivazione
domestica, possesso e trasporto di quantità medie, condotte
border line tra consumo e piccolo spaccio) la pena
detentiva, mentre rimarrebbe la sanzione penale pecuniaria
della multa".

FINANZIAMENTO PARTITI
"Vogliamo - e questo è un vecchio cavallo di battaglia del
partito guidato da Marco Pannella - che i partiti siano
finanziati per la forza delle loro idee, e non in forza del
loro potere. Il testo interviene sulla legge n. 96 del
luglio 2012 che ha creato un fondo unico per finanziamento
pubblico e rimborso spese elettorali (70% del totale) e un
altro per il cofinanziamento dello Stato in aggiunta alle
donazione private (30%)".

"L'abrogazione riguarda l'intero meccanismo istituito dalla
nuova legge e quindi di tutti e tre le tipologie di
contributi. Si mantiene invece la disposizione che riguarda
le detrazioni per le erogazioni liberali. Rimangono anche le
norme relative a uso di locali per attività politiche,
quelle sulla trasparenza dei finanziamenti privati,
sull'anagrafe patrimoniale dei tesorieri, sui limiti massimi
spese elettorali per elezioni comunali e europee".

8 PER MILLE
"Vogliamo - concludono i promotori - che la quota relativa
alle scelte non espresse sull'8xMille (attualmente più del
50% del totale, circa 600 milioni di euro l'anno,
ridistribuita alle confessioni religiose) rimanga in capo al
bilancio generale dello Stato. Viene abrogata la
disposizione che prevede che anche l'8x1000 di chi non
esprime alcuna indicazione venga ripartito tra le
confessioni religiose. Non si arrecherebbe alcun danno alle
attività caritatevoli, visto che il fondo 8x1000 si è
moltiplicato per cinque negli ultimi 20 anni, arrivando alla
cifra record di un miliardo e cento milioni di euro l'anno".
(Public Policy)

GAV

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