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REGIONALI LAZIO, ROSSODIVITA (RADICALI): CON STORACE APPARENTAMENTO TECNICO

18 gennaio 2013

Manifestazione antiproibizionista dei Radicali Italiani

(Public Policy) - Roma, 18 gen - "Non abbiamo deciso di
correre appoggiando Storace, abbiamo deciso di accettare
l'offerta avanzataci da lui di un apparentamento tecnico
finalizzato a garantire una presenza radicale nel Consiglio
regionale che faccia opposizione eventualmente anche a lui"
scandisce le parole il capogruppo dei Radicali nel consiglio
del Lazio, Giuseppe Rossodivita, per spiegare la decisione
del partito di accettare l'offerta di Francesco Storace,
leader de La Destra e candidato presidente alle elezioni
regionali.

"Noi presenteremo la nostra lista, apparentata, con
l'accordo che si tratta di un apparentamento tecnico, non
politico, un taxi; non faremo campagna elettorale per
Storace".

NOI SIAMO DEI "ROMPIPALLE"
La decisione è maturata dopo che il Pd ha escluso la
ricandidatura dei due consiglieri radicali, Giuseppe
Rossodivita e Rocco Berardo. Il Pd aveva chiesto un passo
indietro a tutti i consiglieri regionali della coalizione,
tra cui anche i radicali.

Di mezzo c'è lo scandalo Fiorito,
sul finanziamento pubblico ai gruppi, finanziamento al cui
aumento solo i radicali negli anni si sono opposti: "Sotto
l'ipocrita bandiera del rinnovamento, Zingaretti ha voluto
tentare di accomunare i suoi consiglieri uscenti del Partito
democratico a due radicali che non fanno neanche 75 anni in
due. Siamo entrati due anni fa per la prima volta e abbiamo
rivoltato il Consiglio regionale. Cosa ci sia da rinnovare
per i radicali è difficile da comprendere".

Alla domanda se un incontro con Zingaretti c'è stato,
Rossodivita risponde: "Sì, ma in faccia non ce lo ha detto
di non correre, ce l'ha detto a partita finita, sperando di
metterci nell'angolo".

Le ragioni di una tale scelta per l'esponente radicale sono
chiare: "Zingaretti, ci considera come tutto il Pd, degli
inaffidabili. Noi abbiamo fatto i fatti e questo ha dato
fastidio al Pd, perché abbiamo fatto fuori un'intera classe
dirigente nazionale, la metà è stata candidata in
Parlamento, l'altra metà li metterà nelle agenzie regionali.
Vogliamo star dentro al Consiglio regionale per evitare che
nelle società laziali entrino politici non ricandidati".

"ALTRIMENTI CONDANNATI A RESTARE FUORI"
L'altra opzione per i radicali era di andare da soli, con
uno sbarramento per la lista del 3% e per il candidato
presidente del 5%. Oltretutto con la neonata lista "Amnistia
giustizia libertà": "Per noi, data l'antidemocrazia,
l'impossibilità di fare una campagna elettorale che facesse
conoscere il nostro candidato e il simbolo nuovo con il
quale ci presentiamo, saremmo stati condannati a rimanere
fuori".

La decisione comunque rammarica: "Sono molto grato a
Storace per questa offerta che non era preventivata, ma sono
molto dispiaciuto per la decisione del Pd, che così non si
rinnoverà mai, con queste logiche. E inoltre, sono molto
deluso di non poter avere a fianco dei soggetti politici con
cui fare una battaglia per tentare di andare a governare la
regione. Ci spiace che non ci sia un candidato che voglia
governare il Lazio in modo nuovo e trasparente. Rimangono
solo le chiacchiere elettorali".

"CONTINUEREMO LE NOSTRE BATTAGLIE RADICALI"
"Radicali siamo e resteremo", rassicura gli elettori, "come
quando eravamo in coalizione con il Pd. Questo vuol dire
legalità, trasparenza e portare avanti le battaglie che
abbiamo fatto finora sui diritti civili la legalizzazione
delle droghe per esempio. Ma ci preoccupa la
disinformazione, di editori non puri che non hanno interesse
a far conoscere la verità, quel giornalismo di sinistra che
dirà che i radicali appoggiano Storace nel Lazio". (Public
Policy)

Leggi i commenti degli utenti Twitter sul patto Pannella-Storace

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