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Ultima chiamata per Atene, Renzi da che parte sta?

grecia 18 giugno 2015

ROMA (Public Policy) - di Gaetano Veninata - L'Italia dica chiaramente da che parte sta nella vicenda greca. È la richiesta di Sel e Italia lavori in corso al governo (e al premier Renzi), attraverso la presentazione di due mozioni identiche, una al Senato e una alla Camera, a prima firma Francesco Campanella (senatore Ilic) e Arturo Scotto (capogruppo Sel a Montecitorio). Due mozioni che sono state presentate a Palazzo Madama, alla presenza del capogruppo di Syriza al Parlamento greco, Christos Mantas.

Al Senato l'idea è quella di chiederne la calendarizzazione "mercoledì prossimo o comunque nell'ambito della settimana - ha spiegato la presidente dei senatori Sel, Loredana De Petris - La riteniamo urgente. Sarebbe fondamentale fare una discussione seria sulla Grecia, queste mozioni sono l'occasione per entrare nel merito della questione e per far assumere al nostro governo una posizione chiara. Perché fino ad oggi la posizione dell'Italia e di Renzi è stata molto ambigua se non reticente".

Anche Mantas è intervenuto, ringraziando partiti e colleghi italiani 'amici' (da Sel a Rifondazione, passando per Fassina e Civati) e ricordando alcune delle misure già prese dal governo Tsipras per fronteggiare la crisi umanitaria e sociale: la "tessera di solidarietà" (una sorta di social card greca), la cittadinanza per i figli degli immigrati, la riassunzione dei lavoratori delle pulizie al ministero delle Finanze, la riapertura della tv pubblica. E ancora, Syriza vuole "ripristinare i diritti collettivi dei lavoratori, fare una legge per combattere l'evasione fiscale, riformare la scuola e la Pa, finendola con i clientelismi".

Parlando delle trattative con i creditori internazionali, Mantas ha ribadito quanto già detto al Parlamento di Atene dal premier Alexis Tsipras: "Due settimane fa abbiamo presentato un documento di 47 pagine, con proposte condivise. A seguito di ciò, le istituzioni ci hanno dato 5 pagine, con proposte unilaterali rifiutate da tutti gli schieramenti politici greci. Siamo dunque tornati a trattare, ma di fronte a noi abbiamo trovato rappresentanti che non avevano un mandato per trattare. Vogliono il taglio delle pensioni, del grosso delle pensioni. Ma le pensioni già dall'inizio delle politiche di austerità sono diminuite del 50%, quanto altro devono diminuire?"

"In Grecia si svolgono proteste e cortei con due slogan: 'Il popolo prende in mano le trattative' e 'Distruggiamo l'austerità'. Noi vogliamo credere che i popoli europei saranno solidali con noi, per poter rompere questo circolo vizioso". Mantas ha precisato poi che la commissione d'inchiesta creata al Parlamento ellenico per indagare su come si sia creato il debito "non è una commissione governativa ma parlamentare", e "non c'entra direttamente con quello che farà il governo".

Per quanto riguarda il taglio del debito, "è un problema mondiale, e come tale va affrontato, per questo abbiamo proposto una conferenza internazionale sul tema. Ma le istituzioni Ue non vogliono sentire parlare di taglio del debito, a differenza del Fondo monetario internazionale. Ma l'Fmi a sua volta non vuol sentire parlare di contrattazione collettiva, ad esempio".

Chi pensa che Syriza si spacchi, a causa delle trattative, "è sconnesso dalla realtà - ha sottolineato infine Mantas - Siamo un partito con molte tendenze al proprio interno, dalla socialdemocrazia ai trozkisti". Mantas ha quindi smentito le voci di un avvicinamento della maggioranza del partito a forze come il Pasok, "che ci ha fatto entrare nel Fondo monetario internazionale". (Public Policy)

@VillaTelesio

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