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Resocónto

borboni resoconto 22 luglio 2016

di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) - Che fine farà la Turchia? Il voto sulle riforme costituzionali, come andrà a finire? Cosa nascondono gli Stati Uniti nell'Area 51? Higuaín, alla fine, ci va o no alla Juventus?

A queste quattro domande fondamentali (tre stagionali e una fissa) son costretto - da buon meridionale - ad aggiungerne una fresca fresca: le bandiere del "glorioso Regno delle due Sicilie" apparse allo stadio San Paolo durante la partita di Europa League Napoli-Midtjylland del 5 novembre 2015, sono state sequestrate o no?

Devo l'onore di questa aggiunta al senatore Bartolomeo Pepe (eletto nel Movimento 5 stelle, poi passato al gruppo Misto nella componente Italia Lavori in corso, poi nella componente Movimento X, poi nella componente Verdi, poi - infine - al gruppo Gal).

E a una sua interrogazione, a cui ha risposto - giovedì pomeriggio in aula al Senato - il sottosegretario all'Interno Domenico Manzione:

INTERROGAZIONE SUL SEQUESTRO DI BANDIERE CON LO STEMMA DEL REGNO DELLE DUE SICILIE DURANTE UNA PARTITA DI CALCIO DEL NAPOLI (3-02441) 

Al ministro dell'Interno -

Premesso che: nella serata del 5 novembre 2015, in occasione della partita di Europa League del Napoli che si teneva allo stadio "San Paolo" di Napoli, la Polizia ha sequestrato alcune decine di bandiere con lo stemma del Regno delle due Sicilie; sono state sequestrate anche le sciarpe indossate da bambini e sono stati minacciati di Daspo e di arresto coloro che non volevano consegnare quelli che da simboli di appartenenza sono diventati "corpo del reato";

considerato che: negli stadi di tutta l'Italia sono introdotti senza controllo, ad ogni appuntamento, simboli di ogni natura e sono frequenti e ormai impuniti cori e striscioni con contenuti spesso razzisti e intolleranti;

a Napoli, da molti anni ormai la bandiera sequestrata è entrata a far parte delle simbologie associate alla squadra del Napoli calcio ma soprattutto alla città ed a quel Sud Italia inteso come erede culturale del glorioso Regno delle due Sicilie e con una valenza storico-culturale più che politica, si chiede di sapere:

se i fatti riportati rispondano a verità; quali siano le motivazioni che giustifichino le decisioni dei responsabili dell'ordine pubblico.

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Ecco la risposta del garibaldino Manzione (anch'egli di origine campana):

Signor presidente, evidenzio in via preliminare che in occasione del predetto incontro di calcio, non è stato eseguito alcun sequestro di sciarpe o di bandiere recanti lo stemma delle Due Sicilie.

Inoltre non si ha riscontro, dalle notizie acquisite, né dell'adozione di provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive, il cosiddetto Daspo, né dell'esecuzione di arresti nei confronti di coloro che si rifiutavano di consegnare i vessilli in questione.

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Il mistero si infittisce e appassiona. Ancora il senatore Pepe:

Signor presidente, ringrazio il sottosegretario Manzione per la risposta. Vorrei però sottolineare alcuni aspetti.

Uno fra tutti: a Napoli, da molti anni, la bandiera (come quella sequestrata in oggetto perché è stata sequestrata - glielo posso garantire - altrimenti non avrebbe avuto senso la mia interrogazione, non sappiamo chi è stato ma comunque qualche problema l'abbiamo avuto) è entrata a far parte delle simbologie associate alla squadra del Napoli calcio e soprattutto alla città e a quel Sud Italia inteso come erede culturale del glorioso Regno delle Due Sicilie con una valenza storica e culturale più che politica.

Non è questione marginale, perché sta generando un crescente risentimento. Mi creda, non è una questione da niente, non è una questione irrilevante, è una questione di identità, e soprattutto di storia, di riferimento al passato. È la nostra storia perché la storia della dinastia dei Borboni ci appartiene.

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In attesa di sapere la verità, viva 'o rre cu la famiglia. Non si sa mai. (Public Policy)

@VillaTelesio

 

 

 

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