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Resocónto - Bombardiamoli!

bomb 15 settembre 2017

di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) - Nonostante la delizia larussiana di un paio di giorni fa, con un ritmo alla Pound ("Possiamo abbattere tutti i simboli del fascismo. E, allora, perché non abbattere quelle orribili città? Bombardiamole! Latina, Sabaudia, Aprilia, Cervinia e le altre 50 città fatte dal fascismo!), un suono che sarebbe piaciuto a Céline ("Perché a Roma non bombardare l'Eur, i ponti del Tevere, gli ospedali tipo il Fatebenefratelli, il San Camillo, la città universitaria, la stazione Termini, il mai tanto vituperato Stadio dei marmi e il Foro Mussolini? E poi perché non alluvioniamo l'Agropontino, il Tavoliere delle Puglie, perché non riportiamo le zanzare e le rimettiamo lì dove erano state ignominiosamente debellate e riportiamo le tante zanzare italiane che il fascismo aveva eliminato?"), detto questo e ribadito che è tutto bellissimo e nero e democratico, io cambio colore.

Ah, il Parlamento italiano (e la storia italiana) me lo consente. E io cambio colore.

E divento Stefano Fassina: "Il principio della concorrenza, secondo quello che è il paradigma liberista, porta al bene comune. Quindi, il primato della dimensione economica sulla dimensione politica e la funzione ancillare dello Stato, che è ridotto a presidio dei sacri meccanismi del mercato secondo, appunto, quello che è il mantra dell'ordoliberismo di matrice tedesca. Ecco, il principio della concorrenza, un principio che è radicalmente contraddittorio rispetto ai principi della nostra Costituzione".

La Costituzione, ecco.

Poi ogni tanto qualcuno (Marco Rondini, Lega Nord) si lascia andare, e dice "bipede che proveniva dall'Est europeo", per riferirsi a un senzatetto. (Public Policy)

@VillaTelesio

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