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Resocónto

giro 30 settembre 2016

di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) - La questione è troppo importante perché si possa far finta di niente. Si tratta del futuro di un Paese, dei suoi figli e nipoti.

La data del voto è stata fissata una volta per tutte, con qualche polemicuccia, vero, ma era inevitabile. Però abbiamo una data, abbiamo un referendum e abbiamo un voto da dare. E lo daremo, convintamente.

Non possiamo infatti restare indifferenti di fronte a una scelta che mette di fronte il cambiamento contro l'immobilismo, quelli che vogliono guardare avanti e quelli che invece vogliono che tutto resti com'è.

E dov'erano, i sostenitori dell'immobilismo, mentre il Paese sprofondava in una crisi senza precedenti nella sua storia (e tutto a causa delle non-scelte dell'allora classe dirigente)?

Certo, ci saranno delle resistenze. Sempre, quando arriva il cambiamento, c'è chi si oppone, chi vuole che tutto resti nella palude. Ma si tratta di una minoranza che la storia spazzerà via, presto.

Per questo, in Colombia, #bastaunsì.

PS: nella foto (presa dal suo account Twitter) il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, mentre - in visita in Sudamerica - invita gli elettori (colombiani?) a votare .

PS2: pensavate parlassi del referendum in Italia? No, certo che no. (Public Policy)

@VillaTelesio

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