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Resocónto

divorzio 20 marzo 2015

ROMA (Public Policy) - di Gaetano Veninata - "Non so se siamo in un Parlamento o in un bar. Sembra che siamo al bar qua...e invece di parlare di cose importanti...guardi, guardi lo spettacolo. Cioè, di cosa dobbiam parlare? Parliamo del cappuccino, del caffè, parliamo delle brioches...Io volevo parlare della questione dei masai, visto che è importante. Però prima di pensare ai masai, vogliamo pensare agli europei, alla nostra gente, alla nostra sicurezza […] Guardate invece lo spettacolo, guardate che bello: perché non facciamo anche una bella festa, tiriamo qualche petardo, i coriandoli, questo è il Parlamento?".

Gianluca Buonanno, Lega Nord, 12 marzo 2015.

Ma no, non temete, non stiamo parlando del nostro, di Parlamento, ma di quello europeo (che in fondo è anche nostro, ma vabbé). Nel nostro, in uno dei due rami del nostro, invece, si è parlato, nel corso della settimana, di cose serie, serissime: divorzio breve e non breve, matrimonio, fidanzamenti, amore e disamore, Santa Romana Chiesa e Galileo Galilei. Altro che discussioni da bar. Ad aprire le danze, il socialista (anima e corpo, con annesso garofano), Lucio Barani:

"La garanzia per i figli è lo scioglimento veloce (se non sapete di cosa stiamo parlando, qui spieghiamo tutto; Ndr), perché i figli non si tutelano per legge. Come ho già detto l'altra volta, è il Dna, sono i nostri impulsi ormonali interni (noi abbiamo 10 milioni di anni di evoluzione; lo ha scoperto Darwin, non io), quindi è il nostro sentire interiore, è la nostra psiche che si è plasmata a permettere di tutelare i figli".

"Non c'è bisogno del giudice Non possiamo sempre dipendere da Santa Romana Chiesa che ci vuole dare lezione di moralità. Credo abbia ragione chi sostiene, come fa il Vangelo, che chi è senza peccato scagli la prima pietra; lo dovrebbe fare prima la congregazione episcopale e lo fa Papa Francesco […] non possono permettere che passino cinque secoli come è accaduto per chiedere scusa a Galileo Galilei. Anche in questo caso sanno che si dovranno ammodernare e lo dovranno fare".

A chiuderle (idealmente) un preoccupatissimo Carlo Giovanardi, l'ex ministro oggi Nuovocentrodestrista:

"Quello che abbiamo visto nei film americani, cioè una persona che si sposa cinque, nove o undici volte nella vita, come alcune famose attrici di Hollywood che ci hanno stupito per questo, è la conseguenza di quanto ha detto il senatore Barani: in fin dei conti, se sposarsi è qualcosa che appena ti innamori di un altro puoi buttare all'aria, allora si può passare di matrimonio in matrimonio. Ma la domanda che sorge spontanea è: cosa rimane del matrimonio?"

"Il discorso di fondare la società su un elemento talmente labile come l'innamoramento e l'amore, senza che vi sia alcuna educazione verso concetti quali il dovere, la responsabilità, gli obblighi nei confronti dei figli mi sembra davvero molto riduttivo [..] Si fanno continui richiami all'Europa, ma sapete che nelle periferie delle grandi città europee c'è un problema drammatico di sfascio totale della famiglia? Non condivido ciò che ha fatto Cameron in materia di matrimoni gay, però egli stesso lo ha motivato dicendo che di fronte ad una società totalmente sfasciata ben vengano forme di aggregazione almeno di questo tipo. Non l'ho detto io, l'ha detto David Cameron".

Ah, questi inglesi. (Public Policy)

@VillaTelesio

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