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Resocónto

massoneria 29 gennaio 2016

ROMA (Public Policy) - di Gaetano Veninata - "La lunga lotta" è il titolo di un libro (una tesi di laurea, in realtà) di qualche anno fa, sui rapporti tra chiesa e massoneria. È un libro interessante e lo ha scritto (ovviamente, sennò chissene) un mio amico.

Mi è tornato in mente questa settimana, ascoltando l'aula della Camera, impegnata nella discussione della proposta di legge sulla responsabilità del personale sanitario. Che c'entra la massoneria? A parte che tutto fa brodo, c'entra (o almeno dovrebbe) poco o nulla.

Ma i nostri deputati son riusciti a incastrarci pure un bel dibattito sull'Arte Reale. Vi risparmio la sostanza della discussione, del resocónto amiamo la forma.

Eccolo, senza censure.

Massimo Baroni (M5s): Questa è una cosa vergognosa, onorevole Gelli (relatore del provvedimento; Ndr)! Si dichiari, perché queste sono operazioni di massoneria internazionale, va bene.

Francesco Paolo Sisto (Forza Italia): Presidente, intervengo solo perché non mi sembra che il cognome Gelli autorizzi ad accusare l'onorevole Gelli di massoneria, come il mio cognome non autorizza a chiamarmi Papa. Inviterei la presidenza, su queste espressioni, a intervenire direttamente, perché o sono motivate e hanno, comunque, una critica politica da proporre, oppure sono gratuite e, a mio avviso, non sono consone all'aula.

Presidente (Simone Baldelli): La ringrazio, ha ragione.

Alfonso Bonafede (M5s): Non mi sembra che, in un momento in cui i collegamenti tra la politica e la massoneria sono pubblici, grazie a quello che leggiamo tutti i giorni sui giornali, strettamente legati a dinamiche relative alle banche che hanno messo in ginocchio decine di migliaia di famiglie in Italia, credo che parlare di massoneria riguardo a possibili collegamenti con le società farmaceutiche sia quasi doveroso, collega Sisto, altro che offensivo

Rocco Buttiglione (Ap): Intervengo per un richiamo al regolamento, signor presidente. Mi sembra vagamente di ricordare che il regolamento prescrive limiti precisi alla libertà di parola all'interno di quest'aula, limiti che non sono alla libertà di esprimere il proprio pensiero, ma sono alla licenza di chi offende senza motivazioni, senza ragione, senza che questo abbia nulla a che fare con l'argomento all'ordine del giorno, trasformando quest'aula in un luogo di beghe da pollaio, che sono al di sotto della dignità del Parlamento della Repubblica italiana

Presidente: La ringrazio, onorevole Buttiglione, lei ha ragione. Il regolamento fa esplicitamente, tra l'altro, riferimento a parole sconvenienti.

Giulia Grillo (M5s): Signor Presidente, non mi è chiaro il concetto per cui dire a qualcuno che è massone o meno sia sconveniente o un insulto o un epiteto...

Presidente: Onorevole Grillo, atteso che questo non è oggetto della discussione di quest'aula...

Giulia Grillo (M5s):... no, ma assolutamente, però vorrei capire come mai sta uscendo fuori questo problema. Appartenere legittimamente... perché lo Stato italiano lo prevede a meno che la loggia non sia una loggia eversiva, quindi uno può appartenere o meno a logge massoniche e, quindi, chi lo sa o, comunque, chi ha le prove, può anche sentirsi libero di dire: appartieni o non appartieni. Questo mi sembra un velo di ipocrisia, per favore.

Presidente: Passiamo ai voti. (Public Policy)

@VillaTelesio

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