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Resocónto

eco 26 febbraio 2016

di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) - "Signor presidente, se potessimo immaginare un aldilà ad alta definizione potremmo trovarci Umberto Eco aggirarsi con fare affabulatorio, incamminarsi e intrattenersi discettando ancora di segni, di significati, di percezione dei segni e degli scenari sempre nuovi e affollati di soggetti del mondo classico e di derivazione moderna, di lemmi, di segnali, di concetti, di suoni, di visioni" (Pietro Liuzzi - Cor)

Oh oh oh, ma cos'abbiamo qui? Il ritorno di un grande classico, che pur con la doverosa compostezza, ravviva (sembra strano, visto che si parla di morti) i solitamente grigi resoconti parlamentari: il Ricordo dei Personaggi Illustri.

È toccato dunque pure a Eco, prendersi complimenti a destra (pensa te), al centro e a sinistra:

"Dobbiamo sempre ricordarci del romanzo storico Il nome della rosa e di tutto ciò che ci ha lasciato Umberto Eco, perché oggi i soggetti siamo noi e corriamo il rischio che una risata ci seppellisca" (Mario Ferrara – Gal)

"Resta leggendaria la sua Fenomenologia di Mike Bongiorno e resta fondamentale la sua diga culturale contro i pericoli di Internet" (Riccardo Manzoni – Ala)

"Signora Presidente, ascoltandolo oppure leggendolo c'era ogni volta da chiedersi di quante ore fosse fatta la giornata quotidiana di Umberto Eco" (Peppe De Cristofaro – Sel)

"Sicuramente non ha avuto una vita noiosa e chi l'ha conosciuto, come i suoi amici, lo ricorda come grande intrattenitore e grande conversatore, pronto a divertirsi in compagnia, a cantare e a ballare. Addirittura sapeva suonare il flauto” (Bruno Mancuso – Ap)

"Noi oggi ringraziamo Eco perché con la sua opera monumentale ci permette ogni giorno di vivere un'immortalità all'indietro" (Barbara Montevecchi – M5s)

"Forza Italia ricorda con rispetto questo intellettuale, pur se schierato certe volte in modo anche violento nei confronti del nostro gruppo e del suo leader" (Franco Carraro – FI)

"Anche le persone oggi, come i personaggi del romanzo Il nome della rosa, sono vittime di angosce, di nevrosi, di forti insicurezze e della paura d'essere rimaste senza più difese in un mondo che quotidianamente cambia sotto i nostri occhi e tutto questo Umberto Eco lo ha visto con chiarezza e ce lo ha raccontato mirabilmente. È, veramente, un grande italiano" (Luigi Zanda - Pd) (Public Policy)

@VillaTelesio

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