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Breve cronaca politica del ddl che ha diviso Pd e Ncd

giustizia 25 febbraio 2015

ROMA (Public Policy) - Dall'obbligo di rivalsa dello Stato entro due anni all'esclusione della responsabilità per l'interpretazione del diritto passando per il pagamento della rivalsa, che per ogni giudice potrà essere quantificata fino a metà dello stipendio annuo: sono alcune delle norme contenute nel ddl sulla responsabilità civile dei magistrati approvato in via definitiva dall'aula della Camera.

Un testo sul quale, durante la staffetta parlamentare, la maggioranza si è divisa più volte, soprattutto nel passaggio in commissione a Palazzo Madama, in particolare sull'obbligo di motivazione per i giudici che si discostano da una sentenza delle sezioni unite della Cassazione. Durante l'esame, infatti, alcuni emendamenti non condivisi dal Pd ma appoggiati da Ncd, Forza Italia e Lega Nord sono stati respinti grazie ai voti del Movimento 5 stelle. Maggioranza 'temporanea' che si è formata anche durante il passaggio in aula, in occasione di alcuni voti a scrutinio segreto.

Ma non solo, perché anche durante l'esame della proposta di legge sulle misure cautelari - a Montecitorio - Ncd ha minacciato di disertare i lavori della commissione Giustizia presentando un emendamento che riproponeva la responsabilità disciplinare per le toghe.

Secondo quanto hanno riferito fonti parlamentari, la discussione è nata tra la presidente della commissione Giustizia, Donatella Ferranti (Pd), e il viceministro della Giustizia, Enrico Costa (esponente Ncd), in merito all'emendamento presentato da Alessandro Pagano (Ncd) che puntava appunto a reintrodurre nel testo una norma stralciata durante l'esame in commissione (contenuta nell'ex articolo 16).

La proposta di Ncd, come detto, interveniva sugli illeciti disciplinari dei magistrati tentando una stretta: attivazione automatica della valutazione dell'azione disciplinare nei confronti dei giudici nei casi di assoluzione dei soggetti che hanno ricevuto misure cautelari e che richiedano un risarcimento allo Stato.

Quindi, in altre parole, con una sentenza di assoluzione - veniva previsto - gli atti potevano essere trasmessi in automatico al Consiglio superiore della magistratura per valutare l'attivazione di un'azione disciplinare. Contrario alla norma il governo (e tutto il Pd). Dopo un lungo confronto, Ncd ha ritirato l'emendamento ottenendo un tavolo di confronto con tutta la maggioranza sui temi della giustizia. (Public Policy) SOR

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