Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

REVISIONE STRUMENTO MILITARE, GAROFANI: CONTROLLO PARLAMENTO SU ACQUISTO ARMI

12 dicembre 2012

(Public Policy) - Roma, 12 dic - Le polemiche ricorrenti sui
presunti sperperi di denaro pubblico per l'acquisto di
armamenti e peggio per tangenti, che verrebbero pagate fuori
e dentro il Paese sulle lucrose commesse militari, hanno
trovato nella legge che delega il Governo a rivedere lo
strumento militare nazionale, approvata ieri in via
definitiva dalla Camera, una via di controllo da parte del
Parlamento.

Lo mette in risalto con una dichiarazione il relatore, il
deputato del Pd Francesco Saverio Garofani. "L'articolo 4
della legge - spiega - impone il controllo del Parlamento
sugli acquisti futuri di sistemi d'arma. Sono previsti due
passaggi parlamentari. Il ministro deve sottoporre alle
competenti commissioni i relativi programmi: le commissioni,
a loro volta, debbono dare il loro parere entro 40 giorni.

In caso di parere negativo, il ministero dovrà modificare
gli schemi di decreto. Questi potranno essere bloccati in
via definitiva dal Parlamento, ma solo con parere motivato e
a maggioranza assoluta. E' una conquista di trasparenza -
sottolinea Garofani - di grande significato".
Con il titolo "revisione dello strumento militare
nazionale" il Governo ha ottenuto dunque la delega a
riformare tutto il settore della difesa da qui fino al 2024.

Sintetizzando, si tratta di mettere la nostra Difesa al
passo con i tempi: meno risorse, più efficienza, soprattutto
con lo sguardo all'operatività dello strumento, che oggi, a
parte le missioni internazionali, è bassa in termini di
risorse per l'addestramento e l'esercizio, e scarsa quanto a
dotazioni di armi e tecnologie.

Di qui l'esigenza di tagliare gli effettivi, militari e
civili, dagli attuali 193 mila a 150 mila entro il 2024,
ridurre le strutture con dismissione di arsenali e caserme,
incrementare la spesa per l'esercizio e in parte per gli
armamenti. E' prevista con una clausola di salvaguardia con
revisioni periodiche. (Public Policy)

ABA

© Riproduzione riservata