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Le richieste del Parlamento Ue sull'export dual use

dual use cyber internet 18 gennaio 2018

ROMA (Public Policy) - Il regime di controllo sulle esportazioni Ue dovrebbe essere esteso agli strumenti di cyber-monitoraggio che possono essere utilizzati per violare i diritti umani. In una risoluzione legislativa approvata oggi nel corso della plenaria a Strasburgo, gli eurodeputati hanno stabilito la posizione del Parlamento per i negoziati con i ministri Ue.

L'Unione europea sta attualmente aggiornando le norme sul controllo delle esportazioni di prodotti a duplice uso (dual use, beni e tecnologie destinati a scopo pacifico in circostanze civili, ma che possono essere utilizzati anche per la costruzione di armi di distruzione o attentati terroristici), per tenere il passo con le nuove tecnologie e impedire ai regimi autoritari di spiare i propri cittadini con l'aiuto di prodotti europei.

Tali prodotti sono già soggetti al regime di controllo delle esportazioni Ue. Le nuove regole aggiungerebbero alcuni strumenti di cyber-monitoraggio all'elenco dei prodotti che devono essere approvati dalle autorità nazionali prima di essere esportati. Si tratta di dispositivi per intercettare telefoni cellulari, violare computer, bypassare password o identificare utenti di internet, utilizzati per spiare oppositori politici e attivisti in tutto il mondo.

Tra le misure approvate dal Parlamento figurano: una protezione più completa della privacy e della libertà di riunione, inserendo nella legge criteri e definizioni chiari; l'obbligo per gli esportatori di prodotti che non sono elencati nella nuova legge, ma che potrebbero essere utilizzati per violare i diritti umani, di assicurarsi che le loro merci non cadano in mani sbagliate, rispettando le linee guida dell'Ocse in materia di due-diligence; la richiesta alla Commissione europea di pubblicare, prima dell’entrata in vigore delle nuove norme, delle linee guida per le imprese dell'Ue; la possibilità di recepire rapidamente le nuove tecnologie nella legislazione; la creazione di condizioni di parità tra gli Stati membri, ad esempio grazie all’introduzione di sanzioni analoghe in caso di violazioni, e rendendo più trasparenti le decisioni delle autorità nazionali in materia di controllo delle esportazioni; l'eliminazione delle tecnologie di cifratura dall'elenco dei prodotti di cyber-monitoraggio, in quanto essenziali per l'autodifesa dei difensori dei diritti umani.

La risoluzione è stata approvata con 571 voti favorevoli, 29 contrari e 29 astensioni. I negoziati con i ministri Ue potranno prendere il via non appena gli Stati membri avranno concordato la propria posizione comune. (Public Policy) GAV

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