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L'evasione nel mondo del riciclo: i numeri dell'Agenzia delle entrate

tasse 11 febbraio 2016

ROMA (Public Policy) - L'attività di controllo sostanziale svolta dall'Agenzia delle entrate nel quadriennio 2012/2015, nei settori del recupero, della preparazione per riciclo e del commercio all'ingrosso dei materiali di recupero, ha portato a: 565 milioni di euro per maggiori imposte dirette; 453 milioni di maggiore imposta Iva; 1.117 milioni di euro per sanzioni.

A dirlo è stata la direttrice dell'Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi, nel corso di una audizione davanti la commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti.

"L'imposta complessivamente riscossa ammonta a 21 milioni di euro - ha aggiunto Orlandi - Questo valore è fortemente influenzato sia dal fatto che gli atti che hanno accertato il 57% della maggiore imposta complessiva di 1.019 di euro sono stati impugnati e sono tuttora in contenzioso, sia dalla circostanza che nei settori in esame sono fortemente presenti modalità di evasione fraudolente e particolarmente insidiose tramite utilizzo di schermi societari, fatture per operazioni inesistenti e soggetti nullatenenti dai quali vengono fittiziamente poste in essere le operazioni economiche".

Dall'Agenzia delle entrate precisano che i controlli su questo tipo di settore fanno emergere, nella gran parte dei casi, attività illecite non solo sul piano fiscale. In questi casi, sottolineano dalle Entrate, procedere alla riscossione diventa molto complicato.

"Facendo riferimento solo all'annualità del 2015 - ha poi sottolineato la direttrice dell'Agenzia delle entrate - si può constatare la forte propensione ad accertare una maggiore imposta del valore aggiunto la quale, rispetto al 2014, ha avuto un incremento del 100%".(Public Policy) NAF

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