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Rientro capitali, per il 'nero' vale la stessa procedura in Italia e all'estero

soldi 27 giugno 2014

ROMA (Public Policy) - Anche chi detiene capitali in 'nero' in Italia può aderire al ravvedimento operoso, ovvero alla 'voluntary disclosure' ma non più con una semplice rettifica alla dichiarazione dei redditi, bensì con un procedimento ad hoc, in tutto uguale a quello previsto per il rientro dei capitali dall'estero. Questa la principale modifica apportata dal relatore al pdl Rientro capitali Giovanni Sanga (Pd) al suo maxiemendamento all'articolo 1 del provvedimento, proprio sulla voluntary disclosure.

Questi contribuenti "possono avvalersi - si legge nella riformulazione di Sanga - della procedura di collaborazione volontaria per sanare violazioni degli obblighi di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, imposte sostitutive delle imposte sui redditi, imposta regionale sulle attività produttive e imposta sul valore aggiunto, nonché le violazioni relative alla dichiarazione dei sostituti d'imposta, commesse fino al 31 dicembre 2013".

COME SI ADERISCE Per aderire alla voluntary per i capitali detenuti illegalmente in Italia, così come viene previsto per quelli all'estero, il contribuente deve "presentare un'apposita richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria, fornendo spontaneamente all'Amministrazione finanziaria i documenti e le informazioni" riguardo a tutto l'occultato per il quale "alla data di presentazione della domanda non sono scaduti i termini per l'accertamento" e poi pagare "le somme dovute ovvero le somme dovute in base all'accertamento in un'unica soluzione entro il 15esimo giorno antecedente la data fissata per la comparizione" più le sanzioni stabilite al minimo edittale, ridotto di un quarto. Se il contribuente non paga, la collaborazione volontaria non si perfeziona.

VOLUNTARY FINO AL 30 SETTEMBRE 2015 La procedura di collaborazione volontaria (sia per il 'nero' in Italia che per quello dall'estero) può essere attivata, si legge nell'emendamento di Sanga, fino al 30 settembre 2015. Per le richieste presentate oltre il 15 settembre del 2014 o del 2'15 l'Agenzia delle entrate (e questa è un'altra riformulazione introdotta oggi dal relatore) può, relativamente all'anno in scadenza, notificare l'avviso di accertamento entro 90 giorni dalla data di ricezione della richiesta.

CARCERE PER CHI FORNISCE NOTIZIE FALSE La proposta del relatore prevede anche che chi, nell'ambito della voluntary disclosure fornisce dati falsi, in tutto o in parte, viene punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni.

A CHI ADERISCE NO PENA EVASIONE IVA Per chi aderisce alla collaborazione volontaria per il rientro dei capitali illecitamente detenuti all'estero come del nero in Italia, viene previsto nell'emendamento Sanga, è esclusa la punibilità non solo per i delitti di dichiarazione infedele e omessa dichiarazione ma anche per quelli di omesso versamento di ritenute certificate e di omesso versamento di Iva. L'emendamento stabilisce inoltre che le pene previste per la dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e per la dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici sono ridotte fino alla metà. Il tutto, viene specificato, limitatamente alle imposte e ritenute oggetto della collaborazione volontaria.

NON PUNIBILITÀ ANCHE PER INTERMEDIARI Nell'emendamento viene esclusa la punibilità per omessa dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, omesso versamento di ritenute certificate e omesso versamento di Iva e ridurre le pene a metà per la dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e per la dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici non solo per chi aderisce alla voluntary disclosure ma anche per tutti coloro che hanno "concorso a commettere i delitti ivi indicati", ovvero i professionisti intermediari, come i commercialisti. (Public Policy)

VIC

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