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I rifiuti industriali sono 'urbani'? Alla Camera c'è chi dice no

rifiuti 03 febbraio 2016

ROMA (Public Policy) - "Ribadire ulteriormente, in termini vincolanti, la necessità di rispettare la gerarchia della gestione dei rifiuti".

È quanto si legge in un documento di Rete imprese Italia depositato in commissione Ambiente della Camera, in occasione di una audizione sulle proposte di direttive Ue in tema di rifiuti.

Per Rete imprese Italia occorre poi chiarire la definizione di rifiuto urbano per "evitare che si continui con la pratica scorretta di includere nella privativa degli enti locali anche quei quantitativi di rifiuti speciali che oggi sono gestiti, con risultati soddisfacenti, dalle imprese private che operano sul libero mercato".

Per questo "non vanno fatti rientrare nelle categoria dei rifiuti urbani i rifiuti che si formano nelle aree produttive".

"Con riferimento al principio di responsabilità estesa del produttore - si legge ancora - va chiarito che tale principio non deve coincidere con l'assegnazione al produttore del bene di un potere di gestione del rifiuto, tenuto conto che l'interesse di quest'ultimo, di fatto, confligge con gli obiettivi di gerarchia del rifiuto posti dall'Ue". (Public Policy) NAF

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