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La riforma delle Camere di commercio, vista dai sindacati

camera commercio 22 settembre 2016

ROMA (Public Policy) - La riforma Madia delle Camere di commercio, così come approvata dal Consiglio dei ministri di fine agosto, "non è ancora in grado di fornire garanzie sufficienti sia sotto il profilo della tenuta occupazionale, sia della tenuta dei servizi alle imprese e sul territorio".

È questa la posizione comune espressa oggi dalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil di fronte alla commissione Industria al Senato, in merito al dlgs P.a. all'esame del Parlamento. Sono intervenuti in commissione Susanna Giuliani (Cgil), Gabriella Di Girolamo (Cisl) e Daniele Ilari (Uil).

"La riduzione del numero delle Camere di commercio - si legge ancora in un documento unitario - deve comunque salvaguardare la prossimità dei servizi erogati dall'ente sul territorio della circoscrizione, anche attraverso la previsione, nel piano di razionalizzazione, di una adeguata presenza di sedi secondarie o distaccate".

Un'altra delle richieste dei sindacati è quella di assorbire tutto il personale in esubero delle Camere di commercio in altri enti della Pubblica amministrazione. E ancora: Per il personale in sovrannumero, "che ne abbia i requisiti, occorre garantire la possibilità di poter beneficiare del collocamento a riposo con i requisiti ante legge Fornero entro fine 2019".

"Sul versante delle risorse - si legge inoltre - al fine di garantire la sostenibilità finanziaria del sistema camerale, anche con riguardo ai progetti in corso per la promozione dell'attività economica all'estero e il mantenimento dei livelli occupazionali, va ripensata la definizione del diritto annuale prevedendo la rideterminazione dello stesso a partire dal 1° gennaio 2018". (Public Policy) SOR

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