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Riforma giustizia, disaccordi nella maggioranza. Ok da tutti sul civile /il punto

giustizia 27 agosto 2014

ROMA (Public Policy) - La sintesi della lunga giornata che oggi si è svolta a via Arenula la fa direttamente il ministro della giustizia Andrea Orlando: "Dalla riunione di maggioranza è emersa una condivisione sui singoli punti dell'insieme delle cose da portare in Cdm. C'è stato un confronto sulle diverse modalità per affrontarli che è stato utile per migliorare alcune soluzioni. Esistono differenze di approccio in ordine anche alle priorità da individuare, delle quali riferirò in Cdm mantenendo l'obiettivo che ci eravamo dati di portare in quella sede tutto il lavoro che è stato elaborato".

Proprio oggi infatti si è svolto l'incontro tra il guardasigilli del governo Renzi e i partiti di maggioranza (Pd, Ncd, Scelta Civica, Per l'Italia e socialisti) sulla riforma della giustizia attesa in Consiglio dei ministri questo venerdì. Fuor da linguaggio politichese usato dall'ex ministro dell'Ambiente, e già responsabile giustizia del Pd un'altra sintesi molto efficace è arrivata da Nicola Molteni, capogruppo della Lega in commissione Giustizia alla Camera, sentito anche lui dal ministro in rappresentanza del Carroccio: "Non c'è un testo, siamo in alto mare".

La cosa certa per adesso è che Orlando sentirà il premier - forse anche in serata - per fare il punto della situazione. "Sui 12 punti il ministro Orlando è pronto, poi ci sarà una valutazione con il premier su quali temi portare domani o al prossimo Cdm", aveva spiegato infatti la presidente della commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti (Pd), uscendo questa mattina dal ministero al termine dell'incontro.

Dunque i 12 punti sembrerebbero restare tutti sul tavolo, con una parte di questi che verrà varata subito e una parte in seguito. Dalle dichiarazioni rilasciate oggi dai delegati Pd e Ncd che hanno partecipato all'incontro i punti sui quali c'è accordo (e che potrebbero uscire subito da questo Cdm, anche sotto forma di decreto) sarebbero in particolare quelli che riguardano la giustizia civile: riduzione dei tempi, dimezzamento dell'arretrato, corsia preferenziale per imprese e famiglie ma anche informatizzazione integrale del sistema giudiziario e riqualificazione del personale amministrativo.

Un'altra certezza sembra riguardare quello che sicuramente non sarà presente nel pacchetto giustizia che uscirà questo venerdì: riforma del Csm e intercettazioni. Su quest'ultimo punto Pd e Ncd non avrebbero trovato un accordo e comunque si procederà dopo una consultazione con i rappresentanti del mondo dell'informazione.

I punti che resterebbero sul tavolo sono: responsabilità civile dei magistrati, riforma del disciplinare delle magistrature speciali, norme contro la criminalità economica e accelerazione del processo penale con annessa riforma della prescrizione. Su tutti questi punti l'orientamento sarebbe quello di varare dei disegni di legge (ordinari e/o delega). Ma se sui primi due punti l'accordo sembra essere stato raggiunto sugli altri una sintesi ancora non è stata raggiunta.

Criminalità economica (falso in bilancio e autoriciclaggio) rappresenta un "paletto invalicabile" per il Pd. Su questi punti Nico D'Ascola, senatore Ncd in commissione Giustizia, anche lui sentito da Orlando, ha fatto riferimento alle proposte depositate in Parlamento e ha detto che "la linea è comune" anche se "i testi possono essere sempre migliorati". Sull'autoriciclaggio D'Ascola ha avvertito: "Bisogna essere prudenti e colpire fatti gravi nell'ambito della criminalità ma soprattutto nelle sue proiezioni imprenditoriali, economiche, finanziarie e speculative".

Dunque si tratta di capire come verrà formulata questa fattispecie e se verrà varata subito dal prossimo Cdm. Il punto più controverso riguarda senz'altro la giustizia penale e la prescrizione. Le ipotesi in campo riguarderebbero il congelamento dei tempi per la prescrizione dopo la sentenza di primo grado e il divieto di impugnare una sentenza in Cassazione dopo una conformità di giudizio in primo e in secondo grado. Su quest'ultimo punto D'Ascola ha spiegato: "Nella ipotesi vi fosse una doppia conferma in primo e secondo grado c'è stato detto che la linea di tendenza sarebbe nel ridurre il ricorso per cassazione limitandolo solo al vizio di legge e non al vizio di motivazione. Un tema che secondo noi merita approfondimento".

Oggi è stata la volta anche di Forza Italia (domani toccherà a Sel, il Movimento 5 stelle ha rinunciato a partecipare alle consultazioni) che, tuttavia, sembra essere preoccupata, ma non più di tanto: "Qualche preoccupazione su tempi di prescrizione e sulla riduzione della possibilità di appello in Cassazione - ha dichiarato un tranquillo Giacomo Caliendo, senatore FI in commissione Giustizia, uscendo da via Arenula - Tutto sarà affrontato in parte in un disegno di legge e in parte in un disegno di legge delega, quindi avremo tutto il tempo di valutarli in Parlamento".(Public Policy) NAF

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