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Riforma Pa, entro metà ottobre il taglio delle partecipate (e gli altri dlgs)

partecipate pa 14 settembre 2015

ROMA (Public Policy) - di Sonia Ricci - Il primo pacchetto di decreti attuativi della riforma della Pubblica amministrazione, a firma della ministra Marianna Madia, arriverà a fine mese e non al prossimo Consiglio dei ministri come deciso in precedenza. Lo riferiscono fonti di governo. A quanto si apprende, Palazzo Chigi punta a portare in Cdm quasi tutti i decreti attuativi entro metà ottobre, prima del varo della legge di Stabilità.

Sempre nello stesso periodo - probabilmente non prima del 2 ottobre - arriverà quello che taglia le partecipate non quotate (l'ipotesi è di chiudere 3mila delle 8mila esistenti, quelle che hanno più consiglieri che dipendenti). Secondo la tabella di marcia i decreti attuativi dovrebbero essere approvati in tre tranche (la maggior parte nel giro di 15 giorni): la prima riguarderà le norme antiburocrazia, la Conferenza dei servizi, la Carta per la cittadinanza digitale e forze la riforma delle Camere di commercio (a fine settembre); la seconda gli interventi volti al dimagrimento della macchina pubblica, tra società partecipate, prefetture, assorbimento della Forestale nei Carabinieri, Authority e servizi pubblici locali (sotto il segno del taglio della spesa); la terza, che potrebbe arrivare più in la, con la riforma della dirigenza statale e il pubblico impiego (con la stretta sui licenziamenti).

Ad aprire la strada ai tre pacchetti di riforma, però, dovrebbe essere il dlgs che taglia i decreti attuativi 'inutili', che sarà probabilmente approvato sempre a fine mese. L'accordo è di rendere efficaci le norme del ddl Madia entro fine anno, con un risparmio iniziale - per il 2016 - di 1,3 miliardi di euro.

PARTECIPATE: SCURE SU QUOTE E INEFFICIENZE
Per quanto riguarda le Municipalizzate, che dovranno essere ridotte secondo i criteri contenuti nel ddl Madia, potrebbero scendere di oltre un terzo rispetto a quelle attuali (oggi sono 7.726), da eliminare entro un anno dopo apposita ricognizione.

Non solo, il decreto attuativo che il governo sta mettendo a punto prevederebbe per le società controllate

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una continua spending anche per gli anni futuri. Il governo punta il dito sulle partecipate che hanno più consiglieri che dipendenti e sulle quote da loro detenute. Nel caso queste riguardino altri settori, la Pa non potrà detenere più del 40%. (Public Policy)

@ricci_sonia

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