Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Riforma Pa, ok da Bilancio ma rimangano in vita le aspettative delle toghe già concesse

Magistrati 05 agosto 2014

ROMA (Public Policy) -

aggiornamento 15,06 - L'assemblea del Senato ha accordato con 160 voti favorevoli la fiducia sul maxiemendamento al decreto P.a. I voti contrari sono stati 106, nessun astenuto. Ora il provvedimento, che scade il 23 agosto, ritorna alla Camera per la terza lettura.

IL PARERE DELLA BILANCIO Reintrodurre nel decreto P.a. il comma 3 dell'articolo 8, che fa salve le aspettative dei magistrati già concesse prima dell'entrata in vigore del decreto. È quanto ha deciso la commissione Bilancio al Senato che ha accordato il suo parere favorevole al dl Pa-Expo approdato in aula, ma con una condizione ex articolo 81.

Quindi la V commissione di Palazzo Madama ha chiesto al governo di reintrodurre la norma soppressa alla Camera. Più precisamente, il dl stabilisce che i giudici, per assumere incarichi nei ministeri, saranno costretti a essere messi fuori ruolo e non potranno più godere dell'aspettativa. Quindi chi ha terminato i 10 anni di fuori ruolo, previsti dalla legge Severino, dovrà scegliere se lasciare la magistratura o invece gli incarichi ai ministeri.

Con una norma aggiuntiva - che ora però la Bilancio ha chiesto (e ottenuto) di cambiare - lo stop vale anche per gli incarichi in corso. Come anticipato da Public Policy, durante l'esame alla Camera e in particolare durante una seduta della commissione Bilancio, che stava preparando il parere al dl, si aggirava quella che alcuni funzionari del governo hanno chiamato norma 'salva magistrato'.

A quanto si è appreso, anche alla Camera l'intenzione era quella di introdurre la norma tramite una condizione della Bilancio, che però poi è ricomparsa nel passaggio al Senato. (Public Policy)

Tutto sulla riforma Pa, in abbonamento.

SOR

© Riproduzione riservata