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Riforma Pa, per il Consiglio di Stato il silenzio assenso è 'perentorio'

consiglio stato 23 agosto 2016

ROMA (Public Policy) - Il termine per far scattare il silenzio-assenso tra le amministrazioni pubbliche "ha natura perentoria", la sua scadenza "fa venire meno il potere postumo di dissentire (anche in autotutela)". È quanto si legge nel parere del Consiglio di Stato sulla riforma Madia della Pubblica amministrazione. "Successivamente all'adozione del provvedimento finale, adottato sulla base del silenzio-assenso dell'amministrazione interpellata", si legge, "l'autotutela soggiace alla regola del 'contrarius actus'".

Nel caso in cui il provvedimento finale non sia stato ancora adottato, "il parere esclude che, formatosi il silenzio-assenso, l'amministrazione inerte possa superarlo esercitando il potere di autotutela unilaterale". Secondo i giudici amministrativi, infatti, "il termine di trenta giorni (o il diverso termine per le amministrazioni preposte alla tutela di interessi sensibili) ha natura perentoria e, dunque, la sua scadenza fa venire meno il potere postumo di dissentire (anche in autotutela)".

"Il nuovo strumento di semplificazione" del silenzio-assenso, introdotto dalla legge Madia, viene poi affermato nel parere "conferma la natura 'patologica' del silenzio amministrativo, sia nel rapporto verticale (tra amministrazione e cittadino), sia nel rapporto orizzontale (tra amministrazioni co-decidenti)". Il meccanismo "stigmatizza l'inerzia dell'amministrazione coinvolta, ancorché non fisiologica, tanto da ricollegarvi la più grave delle 'sanzioni' o il più efficace dei rimedi: la definitiva perdita del potere di dissentire e di impedire la conclusione del procedimento".(Public Policy) SOR

 

 

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