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La riforma dei partiti congelata al Senato (da sette mesi)

partiti 09 gennaio 2017

di Sonia Ricci

ROMA (Public Policy) - I partiti politici non saranno obbligati a presentare lo statuto per partecipare alle elezioni politiche. Multe salate per chi, invece, non renderà pubbliche le donazioni ricevute e non rispetterà le nuove regole sulla trasparenza.

Sono alcune delle norme contenute nel testo unico per la riforma dei partiti. La proposta di legge, a firma del deputato Matteo Richetti (Pd), è stata licenziata all'inizio di giugno dell'anno scorso dall'assemblea della Camera.

Il provvedimento è stato dunque inviato al Senato dove giace da circa sette mesi. In attesa che il Parlamento riveda la legge elettorale, l'Italicum, la proposta di legge - viene riferito - continuerà a rimanere congelata.

Durante l'esame a Montecitorio sono stati due gli argomenti più discussi: il tema del cosiddetto "metodo democratico" interno ai partiti, su cui i 5 stelle si sono espressi criticamente. Secondo il Movimento, infatti, la democrazia interna non deve essere regolamentata per legge.

Il secondo tema, invece, è quello delle fondazioni. Il M5s ha chiesto con diversi emendamenti di modificare l'attuale disciplina in materia. Durante l'esame è stato approvato un emendamento riformulato che obbliga le fondazioni ad avere i bilanci separati.

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@ricci_sonia

 

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