Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

La riforma del processo penale
Il focus - di Fabio Napoli

giustizia 24 settembre 2015

ROMA (Public Policy) - di Fabio Napoli - L'aula della Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge di riforma del processo penale, che ora dovrà passare al Senato. Il ddl, depositato a Montecitorio a dicembre 2014 dopo la presentazione a giugno delle linee guida della riforma della giustizia, contiene diverse misure.

Ben 34 articoli: dall'estinzione del reato per condotte riparatorie agli aumenti di pena per furti e rapine, dalla stretta sui ricorsi in cassazione dopo il patteggiamento a motivi di appello più rigorosi. Nel corso dell'esame il dibattito si è concentrato, in particolare, sue due norme.

La prima prevede un limite di tempo per il pubblico ministero per decidere, una volta concluse le indagini preliminari, se archiviare o procedere con l'azione penale. Una prima versione prevedeva un limite di tre mesi tout court, poi modificato con la previsione di una possibile proroga per indagini complesse e un limite di un anno per i reati di mafia e terrorismo.

L'altro nodo è stato rappresentato dalla delega sulle intercettazioni, molto criticata in particolare dal Movimento 5 stelle. La norma prevede un criterio di delega molto ampio, allo scopo di 'garantire la riservatezza delle comunicazioni e delle conversazioni telefoniche e telematiche oggetto di intercettazione [...] avendo speciale riguardo alla tutela della riservatezza delle comunicazioni e delle conversazioni delle persone occasionalmente coinvolte nel procedimento, in particolare dei difensori nei colloqui con l'assistito, e delle comunicazioni comunque non rilevanti a fini di giustizia penale'.

Inserito poi con l'approvazione di un emendamento di Area popolare un criterio di delega per prevedere fino a 4 anni di carcere per chi diffonde conversazioni fraudolentemente captate con la finalità di recare danno alla reputazione. La punibilità - con un emendamento Pd - è stata poi esclusa quando le registrazioni o le riprese sono utilizzate per l'esercizio del diritto di cronaca, oltre che nell'ambito di un procedimento amministrativo o giudiziario o per l'esercizio del diritto di difesa.

ESTINZIONE REATO PER CONDOTTE RIPARATORIE - Introdotto nel codice penale il nuovo articolo 162-ter (estinzione del reato per condotte riparatorie). In caso di reati perseguibili a querela (con possibilità di remissione) il giudice può dichiarare estinto il reato quando l'imputato ripara interamente il danno. La riparazione deve realizzarsi nel termine massimo della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, salva la fissazione di un termine ulteriore, non superiore a 6 mesi, per il pagamento di quanto dovuto anche in forma rateale. La nuova norma si applicherà anche ai processi in corso alla data di entrata in vigore della legge.

INTERCETTAZIONI E PERSONE COINVOLTE OCCASIONALMENTE - Presente una delega per la riforma del processo penale in materia di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni. Il criterio di delega prevede 'disposizioni dirette a garantire la riservatezza delle comunicazioni e delle conversazioni telefoniche e telematiche oggetto di intercettazione [...] attraverso prescrizioni che incidano anche sulle modalità di utilizzazione cautelare dei risultati delle captazioni e che diano una precisa scansione procedimentale per la selezione di materiale intercettativo nel rispetto del contraddittorio delle parti, e fatte salve le esigenze di indagine, avendo speciale riguardo alla tutela della riservatezza delle comunicazioni e delle conversazioni delle persone occasionalmente coinvolte nel procedimento, in particolare dei difensori nei colloqui con l'assistito, e delle comunicazioni comunque non rilevanti a fini di giustizia penale'.

FINO A 4 ANNI PER CHI REGISTRA E DIFFONDE SENZA PERMESSO - Prevista una nuova fattispece penale (punita con la reclusione fino a 4 anni) a carico di quanti diffondano il contenuto di conversazioni fraudolentemente captate, con la finalità di recare danno alla reputazione. La punibilità è esclusa quando le registrazioni o le riprese sono utilizzate nell'ambito di un procedimento amministrativo o giudiziario o per l'esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca.

DELEGA IMPUGNAZIONI: LIMITI PE RICORSO IN CASSAZIONE - Per quanto riguarda le impugnazioni la delega prevede: la ricorribilità per cassazione soltanto per violazione di legge delle sentenze emesse in grado di appello nei procedimenti di competenza del giudice di pace; che il procuratore generale presso la corte di appello possa appellare soltanto nei casi di avocazione e di acquiescenza del pubblico ministero presso il giudice di primo grado; la legittimazione del pubblico ministero ad appellare avverso la sentenza di condanna solo quando abbia modificato il titolo del reato o abbia escluso la sussistenza di una circostanza aggravante ad effetto speciale o che stabilisca una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato; la legittimazione dell'imputato ad appellare avverso le sentenze di proscioglimento emesse al termine del dibattimento, salvo che siano pronunciate con le formule: 'il fatto non sussiste'; 'l'imputato non lo ha commesso'; la titolarità dell'appello incidentale in capo all'imputato e limiti di proponibilità

PENE AUMENTATE PER SCAMBIO ELETTORALE POLITICO-MAFIOSO - Aumentato le pene del reato di scambio elettorale politico-mafioso, che passano dalle attuali 4-10 anni a 6-12 anni.

PENE PIÙ ALTE PER FURTO IN ABITAZIONE E SCIPPI - Alzate le pene per il reato di furto in abitazione e furto con strappo. Nel dettaglio è stata alzata la pena minima per il furto in abitazione e furto con strappo, che viene portata a 3 anni di reclusione (oggi è 1 anno). La pena massima è mantenuta a 6 anni. Nel caso di aggravanti, la pena minima sale da 3 a 4 anni, mantenendosi a 10 nel massimo.

PENE INNALZATE PER RAPINA - Innalzamento della pena minima anche per il delitto di rapina, attualmente punito con la reclusione da 3 a 10 anni: il minimo sale a 4 anni. La rapina aggravata è invece punita nel minimo con 5 anni di reclusione, anziché con gli attuali 4 anni e sei mesi. La pena massima è mantenuta a 20 anni.

continua - in abbonamento

@ShareTheRoadFab

© Riproduzione riservata