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RIFORMA TRIBUNALI, BRACCIO DI FERRO IN SENATO SU NUOVA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA

giustizia tribunale 04 giugno 2013

LUMIA (PD): SIAMO TOSTI, INSISTIAMO

(Public Policy) - Roma, 4 giu - Continua in commissione
Giustizia del Senato il braccio di ferro del Parlamento con
il Governo sulla nuova geografia giudiziaria
, che prevede
tra l'altro la soppressione e/o l'accorpamento di alcuni
tribunali, la cui entrata in vigore dovrebbe slittare
secondo quanto richiesto dal ddl all'esame della
commissione, e dalla decina di emendamenti presentati.

Dopo il nulla di fatto della riunione di oggi, la
commissione si è aggiornata alla prossima settimana in
attesa di un incontro chiarificatore con il ministro della
Giustizia Annamaria Cancellieri.

"Siamo tosti, insistiamo. - ha riferito al termine dei
lavori il relatore del ddl Giuseppe Lumia (Pd) - Ho chiesto
che si apra una interlocuzione diretta con il ministro,
perché riteniamo che ci sono ancora i margini per riaprire
in modo selettivo l'applicazione dei questa riforma in modo
tale da superare alcune enormi scelte sbagliate, alcune
contraddizioni, e fare in modo che questa riforma sia la
migliore possibile. Insistiamo per correggerla, insistiamo
per fare alcune modifiche, e vogliamo che il ministro si
convinca, con una interlocuzione diretta in Parlamento e
senza la mediazione dei burocrati del ministero".

"Il Parlamento e la commissione sono sovrani - ha sottolineato
il senatore di Gal Lucio Barani - il potere legislativo è del
Parlamento non dell'Esecutivo, questo lo dice la Costituzione.
I gruppi di maggioranza su questo sono d'accordo, ma non sono
d'accordo con il Governo, ciò non toglie che bisogna che ci
confrontiamo. Ci hanno dato una nota tecnica che non
condividiamo, però non l'ha data il ministro l'hanno data
gli uffici, che non sempre... Appena il ministro potrà, non
la prossima settimana perché è impegnata alla Camera ma la
settimana seguente, la sentiremo".

"Vorrei fare una verifica - ha spiegato l'ex
sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo (Pdl) - con
la proposta che avevamo fatto come commissione Giustizia del
Senato nella passata legislatura in modo da vedere se ci
sono delle correzioni da fare sulla base di quella proposta
e richiedere un nuovo incontro con il ministro. Siamo per
minori costi e una maggiore efficienza non per una modifica
globale della riforma".

"Su alcuni punti si potrebbe tornare a discutere - gli ha
fatto eco Felice Casson (Pd) - quindi chiediamo al ministro
e al Governo di ragionare su questo". E quanto alle
affermazioni del ministro che aveva sottolineato che sarebbe
stato catastrofico un rinvio della riforma, "per quanto mi
risulta - ha detto Casson - è catastrofico anche sotto il
punto di vista contrario. Noi abbiamo visto un documento
della Funzione pubblica e dei sindacati nazionali che ci
dice che va fatta assolutamente la proroga. Bisogna quindi
trovare un punto di equilibrio e credo che su determinati
tribunali sia possibile trovarlo. La prossima settimana
discuteremo il parere sulla geografia giudiziaria dato nella
scorsa legislatura dalla commissione, parleremo dei nomi,
dei casi concreti, e vedremo quali tribunali si possono
salvare, perché vi sono dei profili di criminalità e di
risparmio di spesa che vanno considerati e che invece questo
taglio in blocco non considera".

"I senatori del M5S - ha risposto poi Casson ai cronisti -
avrebbero voluto votare subito il ddl di proroga, invece noi
abbiamo chiesto una pausa di riflessione per lavorare sui vari casi.
Dobbiamo anche tenere conto che ci sono 17 casi di ricorso davanti
alla Corte costituzionale di cui dovremo discutere
prossimamente. Quindi se c'è qualcosa di illegittimo
costituzionalmente cosa facciamo? Un altro disastro? Ce ne
sono già diversi in campo. Bisogna che tutti riflettano
tranquillamente perché nessuno vuole far saltare la riforma,
che è importante, epocale, di cui si discute da decenni ma
deve essere fatta bene".

Non sarebbe solo la maggioranza a chiedere la proroga
dell'entrata in vigore della riforma, ma "tutti i gruppi
hanno presentato emendamenti, da sei mesi a un anno. Il
Governo - ha fatto notare Casson - deve dialogare con il
Parlamento non possiamo andare ad uno scontro su un tema
così importante e su cui teniamo tutti.".

"I sottosegretari presenti oggi in commissione - ha
riferito Lucio Malan (Pdl) - hanno menzionato che nella
legge c'è la possibilità di fare decreti correttivi però ci
dicono: prima chiudiamo quelli varati e poi vediamo di
riaprirli, ma a quel punto lì quello che è stato chiuso
resta chiuso, ecco perché chiediamo che si intervenga
subito. Se c'è la disponibilità di fare una correzione il
Governo si assuma la responsabilità di: o farla
immediatamente oppure di dire che cosa intende fare. Noi per
senso di responsabilità, e perché non vogliamo contrapporci
al Governo, abbiamo deciso di esaminare partendo dal parere
della scorsa legislatura una proposta che includa il più
possibile i pareri sui decreti che sono stati dati,
pressoché all'unanimità, da Camera e Senato". (Public Policy)

EPA

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