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Riforme, bozza ddl: no elezione diretta nuovo Senato

costituzione 31 marzo 2014

ROMA (Public Policy) - "Il Senato delle autonomie è composto dai presidenti delle giunte regionali e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, nonché, per ciascuna regione, da due membri eletti, con voto limitato, dai Consigli regionali tra i propri componenti e da tre sindaci eletti da una assemblea dei sindaci della regione".

È quanto prevede la bozza in entrata al Consiglio dei ministri del ddl costituzionale per l'abolizione del Senato e del Titolo V, di cui Public Policy è in possesso. Quindi, al momento, la bozza non prevede nessuna elezione di primo grado per i membri del futuro Senato, come auspicato invece da Ncd e dal presidente di Palazzo Madama Pietro Grasso.

"Con la legge approvata a maggioranza dei due terzi dei componenti della Camera dei deputati - si legge nel testo in entrata al Cdm di oggi - sono stabilite le modalità di elezione dei membri elettivi del Senato delle autonomie". Il testo in entrata non ha accolto le richieste delle Regioni e dei Comuni che chiedevano che i componenti del nuovo Senato fossero in numero proporzionale agli abitanti della Regione.

La durata del mandato nel Senato delle autonomie "dei presidenti delle giunte regionali e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, nonché dei membri eletti dai Consigli regionali, coincide con la durata degli organi ai quali appartengono. La durata del mandato dei sindaci eletti nell'assemblea delle autonomie è pari a cinque anni". (Public Policy)

SOR

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