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Riforme, Chiti prepara emendamenti ricavabili dal suo ddl

riforme 09 maggio 2014

ROMA (Public Policy) - "Vogliamo realizzare, attraverso emendamenti ricavabili dal nostro ddl (presentato dalla minoranza Pd al Senato; Ndr), un impianto coerente di rinnovamento del Parlamento. Il successo della riforma, di cui la democrazia italiana ha bisogno, richiede che il governo faccia rigorosamente la sua parte, senza avere la pretesa di porre il proprio sigillo sulla Costituzione. Riformare la Costituzione è soprattutto competenza del Parlamento: l'ultima parola spetterà poi con il referendum ai cittadini".

Lo scrive sul suo blog il senatore Pd Vannino Chiti, primo firmatario di un ddl alternativo rispetto a quello del governo per le riforme costituzionali. "Lavoreremo - prosegue - anche per cambiare profondamente l'Italicum". Il superamento del bicameralismo perfetto - scrive ancora - "per cui la Camera avrà l'esclusività del rapporto fiduciario con i governi e l'ultima parola sulla gran parte delle leggi, è un punto ormai acquisito".

La commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama "ha approvato il testo base della riforma del Senato e del Titolo V. È stato deciso di adottare il ddl presentato dal governo, facendolo precedere dalla approvazione di un impegnativo ordine del giorno, che indica i mutamenti da introdurre nelle competenze e nel ruolo di controllo del nuovo Senato rispetto alla proposta governativa. Sulla modalità di elezione dei senatori, l'odg conferma la titolarità dei cittadini".

"Sarebbe stato preferibile - spiega - un odg presentato unitariamente dai due relatori, anziché dal solo senatore Calderoli, tanto più che lo stesso presidente del Consiglio, nell'assemblea del gruppo del Pd, aveva esposto una serie di modifiche, che recepivano proposte contenute anche nel ddl di cui sono primo firmatario. Il Senato deve svolgere funzioni di garanzia oltre che di rappresentanza dei territori; mantenere un ruolo paritario con la Camera su Costituzione, leggi elettorali e referendum, ordinamenti dell'Ue, diritti civili e politici fondamentali".

E conclude: "Sono importanti le funzioni di controllo su politiche pubbliche e nomine, altrettanto la possibilità di ricorso alla Corte costituzionale su leggi approvate dalla Camera, prima della loro entrata in vigore. Questi punti sembravano ormai acquisiti e avrebbero dovuto essere inseriti nel testo base. In ogni caso sono appunto previsti da un ordine del giorno fatto proprio dalla commissione, che impegna a modificare il testo". (Public Policy)

SOR

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