Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Riforme, le 10 proposte di FI per istituire le macroregioni

ddl delrio 23 gennaio 2015

ROMA (Public Policy) - Cambiare radicalmente il sistema attuale delle Regioni per istituire, attraverso un modello di aggregazione dal basso o attraverso una modifica diretta della Costituzione, le macroregioni. È l'obiettivo di dieci emendamenti presentati da Forza Italia al ddl di riforma costituzionale all'esame dell'aula della Camera.

Nel dettaglio il percorso di aggregazione dal basso pensato dai deputati FI prevede l'abrogazione dell'articolo 131 della Costituzione, contenente l'elenco delle attuali regioni, e una modifica dell'articolo 132 per portare la popolazione minima di ogni regione a 10 milioni di abitanti. Poi viene prevista "l'introduzione di una norma transitoria che consenta con legge ordinaria, su iniziativa dei consigli regionali, o, in mancanza, su iniziativa del governo (sentite le regioni) - si legge in una nota di Forza Italia - l'aggregazione in macroregioni, sottoponendo in ogni caso la decisione a referendum confermativo da parte della maggioranza dei votanti". In alternativa viene proposta la modifica diretta della Costituzione.

Forza Italia mette sul tavolo diverse proposte di macroregioni che, a grandi linee, propongoono una divisione nord, centro, sud, isole con diverse possibilità come quella che considera anche la macroregione nord-est e nord-ovest. Per esempio una possibilità prevede l'istituzione di 5 macroregioni: Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Lombardia; Trentino Alto Adige, Friuli-Venezia-Giulia, Veneto, Emilia Romagna; Toscana, Umbria, Marche e Lazio; Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, e Calabria; Sicilia e Sardegna.

Per spiegare la necessità di questo cambiamento, FI sottolinea come "la crisi del regionalismo all'italiana, iniziata nel 2012", si sia "sviluppata in modo virulento negli anni successivi. Su 13 regioni nelle quali si sono svolte le elezioni nel 2010, ben 6 hanno terminato con grande anticipo la legislatura - si legge nella nota - La sfiducia della popolazione nei confronti delle regioni appare persistente e inarrestabile, come dimostra la scarsa affluenza delle ultime elezioni regionali di Emilia-Romagna e Calabria del 23 novembre 2014".

Per Forza Italia il ddl costituzionale attualmente all'esame dell'Aula della Camera "si limita a razionalizzare la competenza legislativa regionale riportando allo Stato il potere di legiferare su alcune materie, nonché abolendo l'attuale competenza concorrente delle regioni". Al contrario l'istituzione di macroregioni garantirebbe "maggiore efficienza ed economicità della programmazione territoriale", eviterebbe "gli squilibri territoriali determinati dalla istituzione di città metropolitane dotate di competenze simili a quelle delle attuali regioni, e la restante parte del territorio delle aree limitrofe" e inciderebbe "positivamente sui costi della politica, riducendo la dimensione degli apparati e gli sprechi".

Forza Italia evidenzia poi come i suoi emendamenti prevedano "l'accentuazione della natura pianificatoria e di programmazione delle funzioni legislative; l'introduzione di competenze regionali in materia di programmazione dei fondi destinati alla coesione territoriale; la possibilità delle regioni di trasferire verso l'alto, allo Stato, anche temporaneamente, funzioni legislative, per ragioni di maggiore efficacia del loro esercizio". Viene infine sottolineato come "l'istituzione di macroregioni non è incompatibile con le autonomie speciali, oggi riconosciute ad alcune regioni, per motivi connessi alla tutela delle minoranze linguistiche o in base ad accordi internazionali. Tali autonomie possono restare intatte anche se riconosciute ad aree territoriali di macroregioni". (Public Policy) NAF

© Riproduzione riservata