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Riforme, da iter legis a elezioni Colle: le modifiche prima dell'aula

poltrone senato 15 dicembre 2014

ROMA (Public Policy) - Le Camere esamineranno le leggi con quorum differenti a seconda della natura dei provvedimenti, ma sarà la sola Camera dei deputati a essere la titolare del rapporto di fiducia con il governo. Rimangono i senatori di nomina presidenziale, ma è stato cancellato il cosiddetto 'voto bloccato' per i ddl che il governo chiede di esaminare con urgenza che dovranno comunque essere approvati entro una certa data. E ancora, cambia il quorum per l'elezione del presidente della Repubblica: 3/5 dei votanti a partire dal nono scrutinio.

Sono queste alcune delle modifiche al ddl per il superamento del bicameralismo perfetto e la modifica del Titolo V della Costituzione, introdotte durante l'esame in commissione Affari costituzionali alla Camera che ha licenziato il provvedimento sabato scorso, durante la seduta notturna, e arriverà in aula per la discussione generale domani pomeriggio. L'esame degli emendamenti in aula inizerà invece a gennaio. Il ddl, arrivato alla Camera all'inizio di settembre dopo l'ok del Senato, ha diviso il Pd in più occasioni.

In particolare: sul sindacato preventivo di costituzionalità sulla legge elettorale (dove si chiedeva di introdurre una norma che valesse anche per l'Italicum), sul Senato dei 100 composto anche dai sindaci (con l'introduzione del modello tedesco del Bundestag), sulla cancellazione del vincolo del pareggio di bilancio dalla Costituzione e sui senatori nominati dal Capo dello Stato. Ed è quest'ultimo tema quello su cui, nei giorni scorsi, l'esecutivo è stato battuto, quando con i voti della minoranza Pd e del frondista di Forza Italia, Maurizio Bianconi, è passato un emendamento che sopprimeva i 5 senatori di nomina del Capo dello Stato previsti dall'articolo 2 del ddl. (Public Policy)

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SOR

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