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RIFORME, ECCO LE DIFFERENZE TRA IL DDL DEL GOVERNO E QUELLO DEL SENATO /SCHEDA

costituzione 18 luglio 2013

RIFORME E SAGGI, TROVA LE DIFFERENZE

Il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello
(foto La Presse)


I RILIEVI DEL RELATORE IN COMMISSIONE AFFARI COSITUZIONALI, PAOLO SISTO

(Public Policy) - Roma, 18 lug - Non sono poche le
differenze apportate dal Senato al ddl costituzionale che
istituisce il comitato dei 42. Le ha illustrate alla Camera il
presidente della commissione Affari Costituzionali Francesco
Paolo Sisto leggendo la relazione al provvedimento. Il testo
del presidente, che è anche relatore, spiega lo spirito del
disegno di legge costituzionale ma sottolinea anche,
articolo per articolo, le differenze tra il provvedimento
deliberato dal Governo il 6 giugno e approvato in prima
lettura dal Senato l'11 luglio scorso e alcuni vuoti
legislativi, definiti "incogruenze" da Sel.

LE DIFFERENZE TRA IL TESTO DEL GOVERNO E DEL SENATO
Palazzo Madama, spiega Sisto, ha modificato il numero dei
componenti innalzandolo a 42, 40 tra deputati e senatori e i
due presidenti delle Camere, cui spetta la presidenza del
Comitato. Il Senato ha anche ridotto da 15 a 5 i giorni
decorrenti dall'entrata in vigore della legge entro i quali
i gruppi parlamentari devono procedere alla designazione.

Decorso tale termine, i presidenti delle Camere d'intesa
tra loro provvedono alla nomina dei componenti del Comitato.
È stato anche abbreviato da 30 a 10 giorni il termine entro
cui ha luogo la prima seduta del Comitato.

Sulla composizione del Comitato è stato diminuito il numero dei
segretari dai 4 previsti nel ddl governativo a due. Il
Senato ha anche previsto, modificando il testo originario,
che sono eletti coloro che ottengono il maggior numero di
voti.

In caso di parità di voti, risulta eletto il più anziano
per età. In sede di programmazione dei lavori, il Senato ha
esteso le riunioni anche ai rappresentanti dei gruppi
parlamentari. Non è prevista alcuna sostituzione dei membri
del Comitato, come avviene per esempio nelle commissioni
permanenti: anche questa è una novità introdotta al Senato
con il comma 7 con cui si escludono sostituzioni dei membri
del Comitato anche per una sola seduta.

"Il testo - afferma Sisto - non affronta invece in modo
esplicito l'ipotesi di un eventuale cambio del gruppo di
appartenenza da parte di un componente, né quello delle
dimissioni. In questo caso non è chiaro quali possano essere
gli effetti di una conclusione dei lavori nell'ipotesi di
un'impossibilità di funzionamento del Comitato
stesso".

Sulla riforma elettorale, il Senato è stato più stringente
rispetto alla proposta del Governo, sottolineando "il nesso di
consequenzialità tra la revisione costituzionale e la riforma
elettorale, limitando altresì la competenza del Comitato alle
leggi elettorali delle due Camere. Laddove tale consequenzialità
non sussista la competenza resta affidata alle commissione Affari
Costituzionali di Camera e di Senato, secondo l'ordinaria
procedura".

Nelle sedute del Comitato non sono ammesse questioni
pregiudiziali e sospensive, nonché proposte di non passare
all'esame degli articoli. Questo limite riguarda solo le
sedute del Comitato, mentre per la discussione nelle aule
parlamentari vige il regolamento della Camere che le prevede
in fase di discussione assembleare. Sono uno o due i
relatori nominati dai presidenti del Comitato, e non dal
Comitato come prevedeva il testo governativo. È ammessa la
presentazione di una relazione di minoranza.

GLI EMENDAMENTI
Per l'esame degli emendamenti, si applica un trattamento
diverso per quelli presentati dai parlamentari e per quelli
presentati dai componenti del Comitato e dal Governo. Ai
componenti dell'Assemblea si applica in un "limite
contenutistico" che non riguarda invece per il Comitato e
per il Governo.

I 'semplici' parlamentari possono presentare in Aula solo
emendamenti respinti dal Comitato in sede referente.
Emendamenti nuovi possono essere presentati solo in diretta
correlazione con le parti modificate dal Comitato rispetto
al testo adottato come base o rispetto al testo trasmesso
dall'altra Camera.

Anche per quel che riguarda la tempistica, ci sono
differenti regimi tra 'semplici' parlamentari da una parte e
Comitato e Governo dall'altra. I parlamentari possono
presentare emendamenti fino a 5 giorni prima della data
fissata per l'inizio della discussione generale, mentre gli
emendamenti e i subemendamenti di Comitato e Governo possono
essere presentati fino a 72 ore prima (48 nel testo del
Governo).

Non è disciplinata la presentazione dei subemendamenti da parte
dei parlamentari alla quale potrebbe essere applicabile la
disciplina ordinaria. Regole precise anche sul contingentamento
dei lavori. In questo caso prevale il regolamento della Camera
sull'organizzazione dei lavori e delle sedute d'assemblea.

Il contingentamento dei tempi della fase di votazione per i
progetti di legge costituzionale è consentito solo in caso
di unanimità dei gruppi o in caso di mancata conclusione
dell'esame nel primo calendario in cui il progetto è
iscritto.

I TEMPI
La differenza tra il testo del Governo e quello del Senato
è anche in questo. Il ddl governativo prevedeva che entro 4
mesi il Comitato trasmettesse ai presidenti delle Camere i
progetti di legge esaminati ('approvati' secondo il testo
originario) in sede referente e corredati di relazioni
illustrative e di eventuali relazioni di minoranza.

Il Senato ha allungato questo termine a 6 mesi. Solo per il
primo esame di ciascun testo da parte delle due Camere è
previsto il termine di tre mesi perché per le successive
letture invece i termini sono fissati d'intesa dai
presidenti delle Camere. Le due successive deliberazioni
devono avvenire in un intervallo di tempo non minore di 45
giorni.

PUBBLICITÀ DEI LAVORI
Il presidente Sisto rileva che taluni aspetti non sono
oggetto di disciplina specifica: la pubblicità dei lavori
rientra in questo caso. Dovrebbe avvenire secondo le forme
ordinarie previste dal regolamento della Camera per l'esame
in sede referente ossia la resocontazione sommaria e
l'eventuale trasmissione attraverso impianti audiovisivi a
circuito chiuso.

Sisto rammenta che "per i lavori della commissione
Bicamerale istituita nella XIII legislatura (1996-2001;
ndR), la cosiddetta 'Commissione D'Alema' fu disposta la
resocontazione stenografica pur in assenza di una specifica
disposizione della legge istitutiva". (Public Policy)

SAF

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