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Riforme, la proposta Civati: meno eletti, una sola fiducia

civati 28 marzo 2014

ROMA (Public Policy)- Meno parlamentari e meno pagati, addio al Cnel e voto di fiducia solo alla Camera. E ancora: quorum per i referendum in base ai votanti alle ultime elezioni politiche e voto per entrambe le Camere dai 18 anni. Sono questi alcuni dei 10 punti della proposta di revisione costituzionale a firma del deputato Pd (ed ex candidato alla segreteria) Pippo Civati e Andrea Pertici, professore di Diritto costituzionale all'università di Pisa.

"Le modifiche che proponiamo - si legge nel documento - rispondono all'esigenza di favorire e accrescere la partecipazione dei cittadini, anche attraverso il miglioramento del funzionamento delle istituzioni, mirando, in particolare, a rendere più forti ed efficienti il parlamento e il governo e a eliminare organi o enti che risultano superati". Tra le proposte quella di diminuire il numeri dei parlamentari: quindi meno 160 alla Camera (che diventerebbero 470, -25,4%) e meno 115 senatori (quindi 200 in tutto, -36,5% rispetto al numero attuale). Inoltre, si legge, "l'indennità complessiva dei parlamentari dovrebbe essere ridotta almeno di un terzo. Il risparmio supererà il 50%". Sempre per Palazza Madama la proposta Civati-Pertici prevede che l'organo non sia composto per la maggior parte da consiglieri regionali (così come proposto dal Pd per la riforma del bicameralismo), ma che una parte dei componenti sia eletta ancora dai cittadini.

Inoltre, ogni elettore potrà votare per Camera e Senato a partire dal raggiungimento della maggiore età. Sempre in merito alla riforma del bicameralismo, il documento propone che "le leggi ordinarie siano approvate solo dalla Camera, ma con possibilità che il Senato le migliori". Anche il voto di fiducia dovrà essere chiesto solo a Montecitorio, per rendere il "Governo più stabile".

Il Senato "rimarrà comunque decisivo per le leggi costituzionali, di tutela dei diritti fondamentali e di disciplina degli organi costituzionali". Il Senato "dispone inchieste e controlla le nomine pubbliche del governo" e "assicura un migliore coordinamento tra lo Stato e le regioni". Per quanto riguarda il Referendum, invece, la proposta prevede che il quorum venga raggiunto "se vota la maggioranza di chi aveva preso parte alle precedenti elezioni". Sul fronte dei risparmi: Civati e Pertici chiedono inoltre (come auspicato anche dal premier Matteo Renzi) l'abolizione del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (Cnel). (Public Policy)

SOR

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