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RIFORME, LIPPOLIS: TRAPIANTARE ALTRI MODELLI? I PARTITI SONO IL PROBLEMA

SENATO, COSA COMPORTA LA DICHIARAZIONE D'URGENZA PER I DDL 07 giugno 2013

RIFORME, LIPPOLIS: TRAPIANTARE ALTRI MODELLI? I PARTITI SONO IL PROBLEMA

(Public Policy) - Roma, 7 giu - "Non si possono fare le
riforme prendendo un modello e trapiantandolo in Italia,
perché ogni modello funziona nel contesto storico, sociale e
politico in cui nasce". E nel nostro Paese "il problema
della democrazia sono i partiti, che non sono ancora
formati, solidi, coesi, in grado di far funzionare in
maniera efficiente le nostre istituzioni".

Risponde così, in un'intervista al Corriere della Sera,
Vincenzo Lippolis professore di Diritto costituzionale
italiano e comparato a Roma, uno dei sette tecnici nominati
dal premier Enrico Letta per scrivere i testi delle riforme
costituzionali, che verranno elaborate dai 35 saggi.

Per Lippolis "la regola può influire sul sistema partitico,
ma poi è la politica che fa funzionare o meno determinate
regole. Non è sufficiente importarne una se poi non ci sono
comportamenti politici che corrispondono a quella regola".

"Noi - continua - abbiamo importato il question time dal
modello inglese. Ma se a Londra il premier risponde alle
domande a bruciapelo dei deputati di opposizione, nel nostro
sistema il capo del Governo non è quasi mai venuto in Aula.
Si è cercato di imitare il modello del parlamentarismo
inglese, ma da noi non c'è il contesto politico in cui il
trapianto possa riuscire".

E sulla legge elettorale conclude: "Bisogna abolire il
Porcellum, un sistema di dubbia costituzionalità per
l'assenza di una soglia al premio di maggioranza". (Public
Policy)

SOR

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