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RIFORME, QUAGLIARIELLO: CONVENZIONE? NE PARLEREMO NEL WEEK END

quagliariello 10 maggio 2013

RIFORME, QUAGLIARIELLO: CONVENZIONE? NE PARLEREMO NEL WEEK END

RIFORME, QUAGLIARIELLO: CONVENZIONE? NE PARLEREMO A SPINETO
(Public Policy) - Roma, 10 mag - La convenzione è
tramontata? "Questo oggi lo dice il Corriere della Sera.
Il Governo quando parlerà dirà cose ben precise. Comunque a
Spineto (dove il Governo si riunirà in un abbazia domenica;
Ndr) la convenzione per le riforme sarà uno dei capitoli di
discussione". Lo dice il ministro delle Riforme Gaetano
Quagliariello ai cronisti entrando a Palazzo Chigi dove è in
corso il vertice di maggioranza.

Il ministro risponde a una domanda sull'ipotesi avanzata
dal Corsera che la convenzione possa saltare e al suo posto
nasca un comitato tecnico di consulenza.
"A Spineto - taglia corto Quagliariello - diremo delle cose
ben precise".

RIFORME, QUAGLIARIELLO: PARTIRÒ DAI REGOLAMENTI PARLAMENTARI
(Public Policy) - Roma, 10 mag - "Ci sono molte cose che si
possono fare con i regolamenti, è la prima cosa che metterò
in campo, già da questa settimana". Spiega
Quagliariello, ministro per le Riforme, in diretta a Radio
Anch'io su Radio1.

"Non vogliamo andare avanti con la successione di voti di
fiducia e decreti legge, puntiamo a un rapporto con il
Parlamento diverso rispetto agli altri Governi".

Quagliariello propone che il Governo possa fissare una data
entro cui il Parlamento deve votare un "provvedimento
prioritario", "è un modo per rendere inutile il ricorso al
decreto legge", chiarisce il ministro.

RIFORME, QUAGLIARIELLO: CONFERMARE CENTRALITÀ DEL PARLAMENTO
"TERREMO PRESENTI INDICAZIONI DEI COSTITUZIONALISTI, COME RODOTÀ E CAPOTOSTI"

(Public Policy) - Roma, 10 mag - Convenzione o procedura
prevista dall'articolo 138 della Costituzione per lavorare
alle riforme istituzionali? "È da definire nei prossimi
giorni, siamo a buon punto" risponde Gaetano Quagliariello,

E Chiarisce: "Le riforme devono confermare una centralità
del Parlamento e dobbiamo avere presenti tre obiettivi:
tenere le riforme al riparo dalle tensioni quotidiane della
politica, c'è un problema di tempo in particolare per quelle
costituzionali, far capire che non sono risorse che
appartengono al palazzo ma al Paese per farlo funzionare
meglio".

Continua Quagliariello, con positività: "In passato quando
le riforme fallivano c'era una parte che poteva pensare di
avvantaggiarsi e un'altra di essere danneggiata. Ora c'è una
consapevolezza diffusa che se le riforme falliscono questa
volta è la politica tout court che viene danneggiata, non ci
sono alternative". Il ministro spiega che verrano tenute
"molto presenti le indicazioni dei costituzionalisti, anche
diversi tra loro, come Rodotà e Capotosti, alcune loro
obiezioni sono legittime e molto fondate". (Public Policy)

LAP-VIC

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