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Riforme, per referendum ridotto il quorum. Ma ora serviranno 800mila firme

firme 09 luglio 2014

ROMA (Public Policy) - Abbassato il quorum necessario per la validità dei referendum abrogativi (dal 50% alla metà dei votanti delle ultime politiche). Portate da 500mila a 800mila il numero di firme necessarie per indire la consultazione.

Lo ha deciso la commissione Affari costituzionali al Senato, approvando un emendamento dei relatori al ddl Riforme, modificato durante l'esame in commissione.

Quindi se da un lato aumenta il numero delle sottoscrizioni necessarie, dall'altro, si abbassa il quorum perché la proposta soggetta a referendum è approvata se alla votazione ha partecipato la maggioranza degli elettori che hanno preso parte all'ultima elezione della Camera e se è stata raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

Inoltre, con la modifica la Corte costituzionale può pronunciarsi sull'ammissibilità del referendum 'in anticipo' rispetto alla raccolta di tutte le firme necessarie per indirlo: quando la richiesta è stata sottoscritta, entro il termine di 90 giorni, da almeno 400mila elettori; la prima versione dell'emendamento non prevedeva la scadenza temporale e fissava il tetto di 500mila firme.

Sarà una legge ordinaria a stabilire come dovrà essere attuato il nuovo articolo della Costituzione (il 75 per l'appunto) prevedendo, si legge nel testo dei relatori, "un termine effettivo non inferiore a 180 giorni per la raccolta delle sottoscrizioni sulla richiesta di referendum e un termine di 90 giorni ai fini del giudizio di ammissibilità della Corte Costituzionale". (Public Policy)

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SOR

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