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I dietrofront di governo e maggioranza sul ddl Riforme

boschi 10 luglio 2014

ROMA (Public Policy) - 'Spacchettato' l'emendamento al ddl Riforme della relatrice Anna Finocchiaro sulle modalità di elezione del futuro Senato. Poco dopo il dietrofront e quindi il ritorno alla precedente versione, presentata ieri in commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama. È quanto riferiscono fonti parlamentari.

A quanto si apprende, l'emendamento all'articolo 2 del ddl (che modifica l'articolo 57 della Costituzione) è stato inizialmente suddiviso in due emendamenti. La parte che riguarda la composizione del futuro Senato (95 senatori, più 5 di nomina del presidente della Repubblica) e che prevede un'elezione di secondo grado era stata inserita nel 'testo 3' dell'emendamento Finocchiaro.

La restante parte, che specifica le modalità di elezione prevedendo un modello proporzionale, era invece confluita in un emendamento a parte che andava a modificare le norme 'transitorie' del provvedimento (in particolare l'articolo 33 del ddl). Durante l'inizio della discussione in commissione, però, la presidente Finocchiaro - riferiscono fonti interne - ha deciso di riunificare i due testi, che rispetto alla versione di mercoledì contiene alcune piccole modifiche.

A quanto si apprende, lo spacchettamento era stato deciso per una "questione di firme", riferisce una fonte parlamentare. Infatti, sul primo emendamento (quello all'articolo 2) sulla composizione e l'elezione indiretta del Senato anche il relatore Roberto Calderoli aveva aggiunto la sua firma; nella versione di ieri, infatti, non era presente.

Il secondo emendamento, quello all'articolo 34, che specifica le modalità di elezione introducendo 'le liste' tra cui i consiglieri regionali devono scegliere i futuri membri, portava la firma solo della presidente Anna Finocchiaro. Ed è proprio questo emendamento a far discutere: a quanto si apprende, infatti, né alla Lega Nord né a Ncd piace l'attuale formulazione.

È d'accordo, invece, Forza Italia. "La questione delle firme - spiega una fonte di governo - è importante". L'emendamento all'articolo 34 "è voluto soprattutto dal governo e per questo Calderoli non ha posto la sua firma". (Public Policy)

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SOR

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