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Riforme, venti modifiche dai riformisti Pd: dalla democrazia diretta alle quote di genere

pd 26 giugno 2014

ROMA (Public Policy) - Forme di democrazia diretta, taglio del numero dei deputati e maggioranza più amplia per l'elezione del presidente della Repubblica. Sono questi alcuni dei temi contenuti nei circa 20 subemendamenti alle modifiche dei relatori al ddl Riforme, depositati in commissione Affari costituzionali dai riformisti del Pd. Tra le proposte, il gruppo Pd chiede la riduzione dei deputati dai 630 attuali a 500.

Per quanto riguarda la 'democrazia diretta' i riformisti propongono l'inserimento dei referendum propositivi e la modifica del quorum per quelli abrogativi. Per l'elezione del capo dello Stato si preveda una maggioranza dei due terzi al primo turno, dei 3/5 dopo la terza votazione e a maggioranza assoluta soltanto dopo il sesto scrutinio. Inoltre, più delegati regionali per l'elezione, da tre a cinque. Altri emendamenti - spiega il senatore Miguel Gotor - "riguardano aspetti tecnici e formali".

Sostanziali sono, invece, "gli emendamenti sulle forme di democrazia diretta e l'elezione del capo dello Stato". Inoltre, a quanto si apprende, tra le proposte il gruppo Pd chiedono rilevanza costituzionale per la parità di genere nelle elezioni del Parlamento: quindi la Camera dovrà essere eletta a suffragio universale e diretto "con modalità che favoriscono l'equilibrio di genere nella rappresentanza tra i sessi". (Public Policy)

SOR

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